LIDO DI CAMAIORE – Una profonda riorganizzazione della sanità territoriale per decongestionare i reparti d’emergenza e riportare gli ospedali alla loro funzione originaria. È questo il fulcro della strategia illustrata dall’assessora regionale alla sanità, Monia Monni, durante la sua visita di oltre quattro ore all’Ospedale della Versilia, tappa fondamentale di un più ampio tour di ascolto delle realtà sanitarie toscane.
Per concretizzare questo decentramento delle cure, l’Asl Toscana nord ovest (che comprende le province di Lucca, Pisa, Livorno e Massa Carrara) ha annunciato un imponente piano di reclutamento. Grazie a uno stanziamento regionale di otto milioni e mezzo di euro, nei prossimi mesi verranno assunti 240 nuovi dipendenti, il contingente necessario per avviare le nuove strutture di prossimità. Ad accompagnare questo processo, come ha specificato la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani, è “un massiccio piano di formazione per consentire ai medici e agli operatori Pua delle case di comunità di utilizzare correttamente le tecnologie messe a disposizione”.
Il cuore di questa rivoluzione sono le Case della Comunità: veri e propri presidi territoriali, di cui settanta finanziati tramite i fondi del Pnrr e almeno centoventi previsti in totale in tutta la Toscana. Queste strutture saranno dotate di strumentazioni diagnostiche avanzate come ecografi, elettrocardiogrammi, sistemi holter e macchinari per analisi ematiche urgenti, supportate dalla telemedicina. Il personale garantirà un’assistenza continua con medici sempre presenti, infermieri diurni e lo sportello socio-sanitario Pua per gestire i casi più complessi.
L’obiettivo primario di questa rete è assorbire i pazienti cronici e i cosiddetti codici minori, alleviando la pressione sulle strutture d’urgenza. “Investire sull’assistenza sanitaria territoriale vuol dire anche alleggerire il pronto soccorso, spesso affollato da accessi che sono definiti impropri ma che sono in realtà oggi necessari perché è l’unica porta aperta ventiquattro ore su ventiquattro”, ha precisato l’assessora Monni, aggiungendo che la Regione sta studiando filtri d’ingresso e nuovi modelli organizzativi: “Investire sulle case di comunità vuol dire fare tornare gli ospedali ad occuparsi prevalentemente di acuzie e affidare le cronicità ai servizi sul territorio”.
Il presidio di Lido di Camaiore, inserito in un’area dalla forte vocazione turistica, si dimostra già all’avanguardia in questo percorso. Al termine di un lungo e franco confronto con i professionisti del nosocomio – a cui hanno partecipato anche la direttrice di presidio Grazia Luchini, il sindaco Marcello Pierucci e il consigliere regionale Mario Puppa – l’assessora ha elogiato il lavoro di squadra: “E all’ospedale della Versilia, caratterizzato da grandi eccellenze ma anche da una grande capacità di interloquire con il territorio, questo nuovo modello è in parte già costruito, perché i professionisti sono pronti e vogliono spingere ancora di più la loro presenza nelle case della comunità: case della comunità che nascono come porte aperte sul sistema sanitario regionale pubblico, capaci di dare risposte di qualità ai diritti e ai bisogni di salute dei cittadini”. Un clima positivo confermato anche dalla DG Casani, che ha rimarcato l’attitudine del personale “ad aprirsi al territorio nel segno di una continuità che può essere la carta vincente per la sanità del futuro”.
Il legame con il territorio, tuttavia, non oscura le eccellenze cliniche e tecnologiche della struttura, che l’assessora ha definito “utilissime per reggere i momenti di maggior tensione”. Spicca il Centro di procreazione medicalmente assistita, un punto di riferimento nazionale che dal 2002 ha seguito 15mila coppie, portando a termine oltre 4.000 gravidanze. Il centro, che assiste oltre 500 coppie l’anno con un’età media di 39 anni, si avvale dal 2025 di un macchinario ad intelligenza artificiale per ottimizzare la scelta degli embrioni, riducendo i tentativi necessari.
Rilevante anche il ruolo del Pronto soccorso pediatrico, un unicum all’interno dell’intera Asl Toscana nord ovest, capace di assistere più di 15mila bambini all’anno e supportato da neonatologia, terapia intensiva neonatale e dalla banca del latte. Sul fronte chirurgico, l’ospedale ospita dal settembre 2024 il robot “Da Vinci”. Inizialmente destinato al trattamento del tumore prostatico, oggi il sistema robotico viene impiegato per interventi mini-invasivi anche in ginecologia e chirurgia generale. Il macchinario è al servizio di tutti i professionisti dell’Asl, permettendo ai pazienti di essere seguiti sul proprio territorio e operati in Versilia, con una sensibile riduzione del dolore e dei tempi di degenza.



