Università di Pisa, studio pubblicato sul Journal of Medicinal Chemistry: individuate molecole contro i virus respiratori

Il composto guida AV22 ha mostrato un'efficacia antivirale a basse concentrazioni contro virus influenzali, coronavirus e sinciziale

PISA – Un gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, lavorando in sinergia con gli atenei di Torino e del Piemonte Orientale, ha individuato una nuova classe di molecole in grado di inibire in vitro la replicazione di diversi virus respiratori. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Journal of Medicinal Chemistry, punta a colpire una specifica proteina delle cellule umane, denominata PDIA3, sfruttata dai patogeni per assemblare le strutture proteiche necessarie alla formazione di nuove particelle infettive.

La ricerca ha portato all’individuazione del composto guida denominato AV22, capace di mostrare un’efficacia antivirale a basse concentrazioni contro virus influenzali, coronavirus e virus respiratorio sinciziale. Il meccanismo d’azione interviene dopo che il virus è penetrato nella cellula ospite, compromettendo la maturazione delle proteine di superficie e riducendo, nel caso dei coronavirus, la formazione dei ponti disolfuro della proteina Spike, con la conseguente produzione di particelle virali meno infettive.

L’aspetto innovativo dell’approccio risiede nel bersaglio scelto: anziché attaccare direttamente una proteina del virus, i farmaci basati su questo principio modificano i processi cellulari sfruttati da più agenti patogeni per riprodursi. Tale strategia potrebbe favorire lo sviluppo di trattamenti ad ampio spettro, potenzialmente efficaci contro diverse varianti virali e meno inclini allo sviluppo di resistenze.

Il progetto è nato grazie al lavoro del gruppo attivo nel Dipartimento di Farmacia e nel Centro Retrovirus dell’Università di Pisa, composto da Giulia Bononi, Erika Plicanti, Miriana Di Stefano, Lisa Piazza, Carlotta Granchi, Giulio Poli, Tiziano Tuccinardi, Valeria Di Bussolo, Giulia Freer, Mauro Pistello e Filippo Minutolo. Le fasi iniziali sono state supportate da un finanziamento di Ateneo tramite il progetto NOCARVIRUS, mentre la prosecuzione e il completamento delle analisi hanno visto la collaborazione con i team dei professori Marco Lolli e Giorgio Gribaudo dell’Università di Torino e del professor Davide Ferraris dell’Università del Piemonte Orientale, grazie a fondi ministeriali ed europei dei progetti PRIN2022 e PRRR INF-ACT.

Dalla scoperta clinica all’effettivo impiego terapeutico vi è tuttavia un percorso da compiere: il composto AV22 costituisce attualmente una base di studio e richiederà ulteriori verifiche della sua sicurezza ed efficacia prima di poter essere testato in modelli animali e, successivamente, sull’uomo.

© Riproduzione riservata

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