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Traffico illegale di cuccioli, oltre 300 cani sequestrati

Tra Toscana e Nord Italia scoperti allevamenti abusivi e trasporti illeciti: i barboncini tra le razze più colpite

FIRENZE – Il traffico illegale di cuccioli torna sotto i riflettori dopo una serie di operazioni condotte nelle ultime settimane tra Toscana, Veneto e Campania, che hanno portato al sequestro di oltre 300 cani. A segnalare la crescente diffusione del fenomeno è l’Ente nazionale protezione animali (Enpa), che parla di un sistema organizzato alimentato dalla domanda sempre più forte di animali di razza.

Le indagini delle forze dell’ordine, con il supporto delle associazioni, hanno portato alla scoperta di diversi allevamenti abusivi e canili lager. In Toscana, in particolare, sono stati sequestrati 98 barboncini e 6 molossoidi in una struttura illegale, oltre ad altri 96 cani in un’operazione separata. Episodi analoghi si sono verificati anche a Thiene e Schio, in provincia di Vicenza, dove sono stati recuperati 18 esemplari, e a Napoli, dove 26 barboncini toy vivevano in condizioni igieniche gravemente compromesse.

Il traffico di cuccioli si sviluppa lungo più direttrici: dall’importazione clandestina dall’Est Europa al commercio attraverso canali online e social network. I cuccioli vengono spesso acquistati a basso costo e rivenduti in Italia a cifre molto più alte, generando un giro d’affari significativo. Tra le razze più richieste ci sono proprio i barboncini, apprezzati per la taglia ridotta e per caratteristiche considerate compatibili con la vita domestica.

Le condizioni in cui vengono allevati e trasportati gli animali risultano però spesso drammatiche. In uno dei casi più gravi, emerso nel Vicentino, i cani erano stipati in spazi angusti, costretti a vivere tra escrementi e urina, senza adeguata ventilazione. Molti presentavano patologie evidenti come dermatiti, infezioni cutanee, parassiti e gravi problemi dentali, segni di un’assenza totale di cure veterinarie.

Secondo quanto ricostruito, il fenomeno si regge anche su una scarsa consapevolezza da parte degli acquirenti. In alcuni casi, persone si sono recate nei luoghi di allevamento senza segnalare situazioni anomale alle autorità.

Il tema è stato affrontato anche a livello istituzionale, con audizioni dedicate agli illeciti ambientali e agroalimentari, che hanno evidenziato come il commercio illegale di animali rappresenti un settore criminale strutturato e altamente redditizio.

I sequestri effettuati nelle ultime settimane rappresentano solo una parte del fenomeno, spesso sommerso. Gli animali recuperati sono ora affidati alle cure di veterinari e volontari, ma molti necessiteranno di interventi complessi e lunghi percorsi di recupero.

Per contrastare questa situazione, le associazioni invitano a privilegiare l’adozione nei canili e a verificare sempre l’origine degli animali, evitando acquisti impulsivi che possono alimentare circuiti illegali e condizioni di sfruttamento.

© Riproduzione riservata

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