AREZZO – L’autostrada del Sole si è trasformata, nella tarda serata di ieri, nel teatro di un inseguimento da film conclusosi con il fragore degli spari e il ferimento di un fuggitivo.
Erano circa le 22,30 quando il silenzio del tratto aretino dell’A1, tra i caselli di Monte San Savino e Arezzo, è stato rotto dalle sirene e dai colpi d’arma da fuoco esplosi dagli agenti della sottosezione di Polizia stradale di Battifolle.
Tutto ha avuto inizio quando una pattuglia ha intercettato un’auto sospetta, con a bordo due individui presumibilmente legati a una serie di furti in abitazione messi a segno nella zona. Nonostante l’alt intimato dai poliziotti, il conducente ha pigiato sull’acceleratore dando il via a una folle corsa verso nord. La tensione è salita alle stelle quando i fuggitivi, sentendosi braccati, non hanno esitato a speronare violentemente l’auto di servizio della Polstrada nel tentativo di mandarla fuori strada e guadagnarsi una via di fuga. Dopo l’impatto, i due sospettati hanno abbandonato il veicolo sulla carreggiata, scappando a piedi nel buio pesto delle campagne circostanti.
È stato in questo frangente, durante le concitate fasi dell’inseguimento tra i campi, che gli agenti hanno fatto fuoco: uno dei proiettili ha raggiunto uno dei malviventi alla spalla, fermando la sua corsa. L’uomo, un cittadino straniero la cui posizione è ora al vaglio degli inquirenti, è stato immediatamente soccorso e trasportato all’ospedale San Donato di Arezzo, dove si trova attualmente ricoverato e piantonato in stato di arresto; i medici hanno confermato che non è in pericolo di vita.
Nel frattempo, l’area è stata letteralmente cinturata dalle forze dell’ordine, impegnate in una massiccia caccia all’uomo per rintracciare il complice, riuscito a dileguarsi sfruttando l’oscurità e la fitta vegetazione.
Gli accertamenti della polizia proseguono serrati per ricostruire l’esatta dinamica del conflitto a fuoco e per verificare il coinvolgimento dei due in altri episodi criminali avvenuti recentemente nel territorio toscano, mentre i rilievi scientifici sull’auto abbandonata potrebbero fornire elementi decisivi per dare un nome al secondo fuggitivo.



