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Derivazione abusiva dall’acquedotto mediceo per scopi agricoli: scatta la denuncia

La scoperta a Sesto Fiorentino: le indagini dei carabinieri sono scattate a seguito della segnalazione dei residenti della località Valcenni

SESTO FIORENTINo – I carabinieri del Nucleo forestale di Ceppeto hanno accertato una derivazione abusiva di acqua pubblica dall’Acquedotto storico mediceo di Valcenni, nel territorio di Sesto Fiorentino.

Le indagini sono scattate a seguito della segnalazione dei residenti della località Valcenni, che avevano lamentato ripetute carenze nell’approvvigionamento idrico presso le proprie abitazioni.

Nel corso delle verifiche è stata individuata una derivazione realizzata attraverso un sistema di captazione per caduta, costituito da una tubazione del diametro di circa 4 centimetri, interrata per una lunghezza di circa 200 metri e collegata direttamente alla conduttura principale dell’acquedotto. Secondo quanto accertato dai carabinieri forestali, l’acqua sarebbe stata utilizzata per finalità irrigue e per l’allevamento avicolo.

La persona individuata quale autore della derivazione è stata segnalata all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di reato di furto aggravato, ai sensi degli articoli 624 e 625, comma 1, punto 2, del Codice penale, in relazione all’utilizzo di mezzi fraudolenti e al danneggiamento delle cose.

Particolare rilievo assume anche il valore storico e culturale dell’infrastruttura interessata. L’Acquedotto mediceo di Valcenni, realizzato nella seconda metà del Cinquecento, era destinato originariamente ad alimentare i giardini di Villa La Pietraia e di Villa Castello. Nel corso dei secoli l’opera ha mantenuto una rilevanza storica e, ancora oggi, alcune famiglie residenti sulle colline di Sesto Fiorentino dispongono di concessioni per l’utilizzo delle acque a uso domestico.

Gli accertamenti hanno inoltre evidenziato un danneggiamento della conduttura principale dell’acquedotto, sottoposta a tutela quale bene culturale.

Oltre al procedimento penale, sono state contestate le violazioni amministrative previste dalla normativa in materia di derivazione e utilizzazione delle acque pubbliche. In particolare, la derivazione di acque pubbliche convogliate in un pubblico acquedotto può comportare sanzioni amministrative previste dal Regio Decreto 1775/1933 e dal Decreto legislativo 152/2006, con importi che vanno da 3000 euro fino a 30mila euro.

L’attività ha consentito di interrompere una situazione che, secondo gli accertamenti svolti, avrebbe inciso sulla disponibilità della risorsa idrica per i residenti della zona e interessato un’infrastruttura di significativo valore storico e culturale.

© Riproduzione riservata

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