BORGO SAN LORENZO – L‘Unione Montana dei Comuni del Mugello ha attivato una vasta operazione di salvaguardia ecologica destinata a contrastare l’abbandono delle alture appenniniche. Attraverso un finanziamento di 1,3 milioni di euro, stanziato dalla Regione Toscana tramite il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale, l’ente avvierà un piano di riqualificazione territoriale per restituire vitalità economica e naturale a zone attualmente a rischio di degrado.
L’iniziativa, focalizzata sui complessi silvopastorali di Giogo-Casaglia e Alpe 1, copre un’estensione totale di 347 ettari. L’intervento agirà su otto specifici distretti territoriali: Valdiccioli-Casa all’Alpe, Giogo, Altello Cannova, Moscheta, La Collinaccia, Rifredo-Fognano, Prati Piani e Valmora-Gattoleto. L’urgenza di questa azione deriva dal declino delle storiche pratiche agricole, una dinamica che ha favorito la proliferazione incontrollata di vegetazione infestante come rovi e felci, compromettendo gravemente la ricchezza biologica originaria dei pascoli.
Dal punto di vista operativo, la strategia tecnica prevede una prima fase di eradicazione degli arbusti invasivi e di preparazione dei terreni. Successivamente, le superfici verranno arricchite tramite l’impiego del fiorume, uno speciale composto di sementi di alto valore naturalistico prelevato da prati incontaminati. Questa delicata operazione di raccolta avviene tramite macchinari agricoli provvisti di spazzole specializzate, progettate per estrarre dai campi donatori unicamente i semi delle essenze autoctone, preservando la pianta originaria.
Oltre al ripristino del manto erboso, il piano include la messa in opera di infrastrutture di supporto essenziali, tra cui recinzioni protettive, sistemi di abbeveraggio e la riattivazione di un bacino idrico per la raccolta delle acque meteoriche.
Come evidenziato dalle autorità di Borgo San Lorenzo responsabili per la forestazione, l’intera riqualificazione strutturale e botanica costituisce la base per un progetto socio-economico a lungo termine. Lo scopo finale dell’amministrazione è infatti quello di affidare queste terre recuperate in concessione ad aziende zootecniche, favorendo il reinsediamento della pastorizia tradizionale e garantendo, attraverso il pascolo estensivo, la conservazione naturale e duratura del paesaggio montano.



