FIRENZE – Firenze si infiamma per un caso che intreccia politica, arte e diritto d’autore. Al centro della bufera è finita una vela pubblicitaria di Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci, comparsa davanti alla nuova sede fiorentina del partito. L’immagine ritrae l’iconico David di Michelangelo accostato al simbolo del movimento, scatenando un’immediata levata di scudi da parte delle istituzioni cittadine e museali.
Il Partito Democratico in Palazzo Vecchio è stato il primo a sollevare il caso, chiedendo chiarimenti urgenti al ministero della cultura. La risposta più dura è arrivata però dalla Galleria dell’Accademia, custode del capolavoro michelangiolesco, che ha precisato di non aver mai ricevuto alcuna istanza per l’uso dell’immagine a fini politici. Il museo ha già attivato l’ufficio legale per la tutela dei beni culturali, ricordando che l’immagine dei capolavori statali è protetta da norme specifiche che ne regolano l’utilizzo, anche quando non vi è uno scopo di lucro diretto.
Sulla vicenda è intervenuta con fermezza anche la sindaca Sara Funaro, che ha accusato Vannacci di tentare un’appropriazione indebita dei simboli identitari della città. “Il David è patrimonio di tutti”, ha dichiarato la prima cittadina, collegando l’episodio alle recenti ‘passeggiate per la sicurezza’ organizzate dal movimento, definite polemicamente come “inutili ronde”.
La replica di Futuro Nazionale non si è fatta attendere. I responsabili toscani e fiorentini del movimento, Tommaso Villa e Andrea Cuscito, hanno rispedito al mittente le accuse, definendo la polemica “strumentale, pretestuosa e incomprensibile”, insistendo sul fatto che l’immagine non è stata utilizzata per fini di lucro. Lo stesso Roberto Vannacci ha rivendicato la scelta, spiegando il parallelismo simbolico: il David rappresenta chi, pur in netta inferiorità, affronta e sconfigge un avversario molto più potente. Tuttavia, il generale ha lasciato aperta una porta per smorzare i toni: se l’uso del capolavoro dovesse risultare formalmente scorretto, si è detto pronto a sostituire l’immagine della statua con un disegno autografo.



