Ci sono traguardi che si misurano in anni e altri che si misurano in metri di dislivello. Per l’esattezza 1.048, quelli che Guido Sandi, storico ex collaboratore scolastico del liceo scientifico di Feltre, affronterà domenica 17 maggio, scalando ancora una volta la cima del monte Pafagai per celebrare i suoi 100 anni.
Una passione sbocciata a 80 anni
La storia di Guido Sandi è la testimonianza vivente che non è mai troppo tardi per cambiare passo. Nonostante una vita passata a frequentare i boschi alla ricerca di funghi, la vera folgorazione per l’alpinismo è arrivata solo in età avanzata, quando aveva già superato gli ottant’anni. La scintilla, come ha raccontato la figlia Mariangela al Club Alpino di Feltre, è scoccata nell’estate del 2012, in occasione dell’inaugurazione della lapide sul Pietena dedicata a Paride Brunetti, il leggendario comandante “Bruno” della Brigata Gramsci. Per non mancare a quell’appuntamento, Guido iniziò un rigoroso allenamento mesi prima, affrontando sentieri sempre più impegnativi insieme alla figlia. Quella che doveva essere una sfida isolata si è trasformata in una seconda giovinezza.
“Il socio più vecchio, ma dallo spirito più giovane”
Da quell’impresa sul Pietena, Guido non si è più fermato. Sostenuto dalle figlie Mariangela e Cristina, ha collezionato vette e rifugi che metterebbero alla prova escursionisti con metà dei suoi anni: dal giro della Croda del Lago alla salita al rifugio Chiggiato sulle Marmarole, fino all’ascesa del Monte Pavione compiuta l’8 agosto 2020, alla veneranda età di 94 anni. Tra le sue tappe più recenti figurano anche Casera Ramezza nella Valle di San Martino e la precedente ascesa al Pafagai per il suo 99esimo compleanno.
Nel 2019 è arrivata l’iscrizione ufficiale al Cai di Feltre. Un paradosso anagrafico che la sezione feltrina ama sottolineare: Guido è “uno dei soci più giovani come data di iscrizione, ma il più longevo in assoluto come età anagrafica”. Ma è soprattutto lo spirito a impressionare, un misto di tenacia e umiltà che lo ha reso un simbolo per l’intera comunità.
I festeggiamenti: tra cerimonia e sentiero
Il territorio si prepara ora a rendergli omaggio. Il Comitato direttivo del Cai di Feltre ha organizzato una cerimonia ufficiale presso la sede di Porta Castaldi. Sarà però domenica il momento più atteso. Guido Sandi tornerà a indossare gli scarponi per puntare alla cima del Pafagai, circondato da amici, parenti e sostenitori. Un modo per ribadire il suo motto silenzioso ma potente: “Mai fermarsi”. Un secolo di vita affrontato a testa alta, con lo sguardo sempre rivolto verso la prossima vetta.
L’Italia dei centenari: verso un invecchiamento attivo
L’impresa di Guido Sandi non è solo una storia di coraggio individuale, ma si inserisce in un quadro demografico che vede l’Italia come il Paese più anziano dell’Unione europea, con gli over 65 che rappresentano il 25,1% della popolazione. Secondo gli ultimi indicatori Istat, nel 2025 la speranza di vita è salita a 81,7 anni per gli uomini e 85,7 per le donne, con un numero di ultracentenari che ha superato le 24.700 unità.
Tuttavia, gli esperti sottolineano come il mero dato anagrafico sia ormai un “retaggio del passato”: l’anziano di oggi gode spesso di una salute migliore e di stili di vita più attivi rispetto alle generazioni precedenti. Se si utilizzasse una “soglia dinamica” basata sulla speranza di vita residua e sulle reali capacità fisiche e intellettuali, la quota di popolazione considerata effettivamente “anziana” si dimezzerebbe, passando dal 24,7% al 12,3%. Guido, con i suoi scarponi e la sua voglia di non fermarsi mai, è la dimostrazione vivente di come l’invecchiamento sano possa spostare in avanti i confini della terza età, trasformando i centenari in una risorsa di vitalità per l’intera società.
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