(Adnkronos) – Stretta degli Usa sulle ricerche ad alto rischio nel settore delle Life Sciences, in particolare con lo stop ai finanziamenti destinati agli studi sui virus ‘potenziati’. “Ho promesso agli americani una supervizione rigorosa e trasparente della ricerca sostenuta dai National Institutes of Health. Oggi sono lieto di annunciare un importante traguardo in linea con questo impegno: il Governo federale ha pubblicato la Politica del Governo degli Stati Uniti per l’Interruzione della ricerca ad alto rischio nel settore delle scienze della vita”, ha comunicato Jay Bhattacharya, direttore degli Nih. “Questa politica innovativa – ha aggiunto – stabilisce, per la prima volta, un divieto esplicito per gli studi di ‘guadagno di funzione'”, un tipo di ricerca che “può mettere seriamente a repentaglio vite americane e rappresentare un rischio sostanziale per la sicurezza nazionale”.
“La nuova politica governativa rappresenta un cambio di paradigma nella supervisione federale, adottando un quadro completo basato sul rischio, supportato da rigorose misure di applicazione, responsabilità e trasparenza”, ha spiegato Bhattacharya in una nota. “Oltre al divieto di finanziamento federale per la ricerca pericolosa del tipo ‘gain-of-function'”, ha precisato, la strategia introduce “requisiti di revisione e rendicontazione più stringenti per tutta la ricerca nel campo delle scienze biologiche, comprese valutazioni indipendenti e dall’alto verso il basso per i progetti che potrebbero aumentare le conseguenze dannose degli agenti biologici. La politica rafforza inoltre le salvaguardie globali istituendo nuove restrizioni internazionali, tra cui il divieto di ricerca nel campo delle scienze biologiche che coinvolga determinati Paesi o entità, e il divieto di attività ad alto rischio in Paesi privi di un’adeguata supervisione”. Un riferimento che rimanda alla pandemia di Covid, la cui origine è stata spesso attribuita dal presidente Usa Donald Trump a un virus di laboratorio nato in Cina.
“Tutti i ricercatori e le istituzioni impegnati in attività nel campo delle scienze biologiche – è l’indicazione di Bhattacharya – dovrebbero esaminare attentamente questa politica fondamentale. Gli Nih collaboreranno strettamente con i partner interagenzie e la comunità della ricerca biomedica per supportarne una solida attuazione”. Infine, ha concluso il direttore dell’agenzia, “è fondamentale che tutti gli scienziati continuino a promuovere una cultura di attenta valutazione sia dei benefici che dei rischi di ogni esperimento, indipendentemente dal fatto che rientri o meno in una classificazione ad alto rischio. Anche con solide misure di sicurezza, il lavoro che coinvolge agenti biologici può comportare rischi intrinseci, ed è nostra responsabilità collettiva prevenire la ricerca più pericolosa, garantendo al contempo che la scienza finanziata dagli Nih continui a proteggere e migliorare la salute e il benessere del pubblico americano”.
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