(Adnkronos) – La nazionale di calcio iraniana è arrivata in Messico dove ha iniziato a preparare i Mondiali 2026. Il ‘Team Melli’ ‘si allena a Tijuana, tra rigide misure di sicurezza e forti vincoli logistici. Oggi inizia la rassegna mondiale ma manca meno di una settimana dall’ingresso previsto negli Stati Uniti per la partita d’esordio dell’Iran, il prossimo 15 giugno contro la Nuova Zelanda, a Los Angeles. Resta ancora irrisolta la disputa sui visti per alcuni membri della delegazione e sulla revoca della quota di biglietti per tutte e tre le gare del girone.
La nazionale di calcio iraniana è arrivata domenica 7 giugno in Messico, dopo che Washington ha negato i visti ad alcuni membri dello staff tecnico. I giocatori e lo staff tecnico hanno spostato il campo base da Tucson, in Arizona, a Tijuana, in Messico, vicino al confine e sono sbarcati in aeroporto sotto una stretta sorveglianza militare, con soldati della Guardia Nazionale messicana, e piccolo gruppo di tifosi ad accoglierli, sventolando bandiere iraniane. Dopo l’arrivo, lunedì primo allenamento a porte chiuse.
La presidente messicana Claudia Sheinbaum aveva già fatto sapere che la Fifa aveva respinto la richiesta avanzata dalla federazione iraniana di spostare in Messico le 3 partite del Team Melli, previste a Los Angeles (contro Nuova Zelanda il 15 giugno e Belgio il 21 giugno) e Seattle (con l’Egitto il 26 giugno) e alla fine è stato trovato un compromesso con il ritiro in Messico, non certo agevole per la nazionale iraniana, che sarà costretta a volare dalla città messicana di frontiera verso la vicina costa ovest per andare a giocare le sue 3 partite.
Gli Stati Uniti non potevano opporsi in maniera diretta alla partecipazione dell’Iran, però ne hanno voluto limitare al massimo la presenza entro i propri confini: il volo che trasporterà la squadra a Los Angeles e Seattle sarà controllatissimo e il gruppo non resterà negli Stati Uniti più di 48 ore.
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