(Adnkronos) – All’ex editore e imprenditore Valter Lavitola, indagato e perquisito nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma sull’attentato nell’ottobre scorso davanti all’abitazione del giornalista e conduttore di Report Sigfrido Ranucci, viene contestata l’accusa di strage in concorso con i quattro soggetti già arrestati come esecutori materiali e con Gomes Clesio Tavares, cittadino camerunense di 47 anni ritenuto l’intermediario. È quanto emerge dal decreto di perquisizione disposto dai pm capitolini sabato scorso ed eseguito dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma e Frascati.
L’ipotesi degli inquirenti è che possa essere stato il mandante dell’attentato dinamitardo e alla ricerca di riscontri sono stati sequestrati telefoni e pc che ora verrano analizzati. Secondo l’accusa Lavitola avrebbe dato mandato a Gomes Clesio Tavares “di individuare soggetti in grado di reperire esplosivo e farlo esplodere davanti all’abitazione di Ranucci” e “in un’occasione partecipando con Clesio Taveres a un sopralluogo nei pressi dell’abitazione del giornalista”. Sopralluogo che secondo quanto ricostruito attraverso le celle telefoniche sarebbe avvenuto il 15 settembre, un mese prima dell’attentato dinamitardo.
Gomes, come emerge dal decreto di perquisizione, risulta dipendente dal 2017 “della società Cefalù srl che gestisce il ristorante ‘Cefalú Bistrò di pesce’ in viale dei Quattro Venti” nel quartiere Monteverde a Roma “esercizio commerciale riconducibile all’indagato Valter Lavitola”.
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