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martedì 10 Febbraio 2026
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La terra dei Pucci

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Se l’è giocata bene. Talmente bene che ovunque si parla solo del signor Pucci, professione comico.

Con un boom mediatico mai avuto prima.

Assurto a simbolo della libertà di pensiero e di cultura della destra di governo.

Con levata di scudi per lui di premier Meloni, di vicepremier Tajani e Salvini. E pure di seconda carica dello Stato La Russa: “Ho telefonato all’amico Andrea Pucci per esprimergli la mia vicinanza e per invitarlo a ripensarci”.

Il signor Pucci è diventato l’uomo del momento.

Il tema vero di cui l’Italia si occupa.

Dicendo lui no a Sanremo. Autoescludendosi lui dal Festival. Rimuovendosi lui stesso dal palco dell’Ariston prima ancora di salirci.

Nessuno l’ha mandato via da Sanremo il signor Pucci. Non la sinistra verso cui la premier Meloni punta il dito: “La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”.

A Sanremo il signor Pucci ha rinunciato lui stesso, pensate un po’, perfino dopo aver mostrato il suo poderoso didietro come mamma l’ha fatto al grido di “Sto arrivando”.

Ha rinunciato. Con una mossa intelligente con cui Andrea Baccan, in arte Pucci, ha veicolato il suo gran rifiuto: “Gli insulti, le minacce, gli epiteti e quant’altro ancora, ricevuti da me e dalla mia famiglia in questi giorni sono incomprensibili ed inaccettabili!”, ha detto, parlando di “onda mediatica negativa che altera il patto fondamentale” con il pubblico”. Poi: “Nel 2026 il termine fascista non dovrebbe esistere più. Omofobia  e razzismo sono termini che evidenziano odio del genere umano e io non ho mai odiato nessuno”.

E così è diventato un caso politico.

Ora, sia chiaro, il signor Pucci ha diritto di pensarla come gli pare: collocandosi a destra, a sinistra, al centro, di lato, sotto o sopra. Come gli pare e gli piace. Lui come chiunque.

E se, come ha detto lui, ha ricevuto minacce anche rivolte alla famiglia, per il signor Pucci in tal senso è d’obbligo la solidarietà.

Certo, dopo l’annuncio di Carlo Conti per Pucci a Sanremo, le critiche social nei confronti delle eleganti e raffinate battute cavallo di battaglia del signor Pucci sono arrivate a valanga.

Sono tornate in primo piano eleganti e raffinate battute all’insegna di omofobia o di bodyshaming con le solite gag trite e ritrite.

Per qualcuna delle sue battute, riportano le cronache 2023, Andrea Pucci si scusò nel ricevere la massima onorificenza dal Comune di Milano, amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Sala: “Se ho detto qualcosa involontariamente nei miei spettacoli, visto che faccio il comico, e posso avere offeso qualcuno, chiedo scusa”.

La premier Meloni è intervenuta definendo “inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco”.

Poi: “Anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera “sacra” la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide”.

E il vicepremier Tajani: “L’ultima vittima del politicamente corretto è Andrea Pucci, che ha rinunciato a Sanremo per le polemiche esplose intorno alla sua satira”.

Mentre Salvini spettatore olimpico scrive: “Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso”.

Intanto a Pietrasanta si leva forte la voce del sindaco Giovannetti, centrodestra, nel timore Pucci non torni in Versilia.

Scrive via social il sindaco Giovannetti: “Da tre anni il Festival della Versiliana accoglie Pucci in cartellone, sempre con doppia data di spettacolo e con una risposta talmente forte, da parte del pubblico, che ogni serata ha fatto sempre sold out. Un artista quindi molto apprezzato, sicuramente irriverente (ma una satira che non “provoca” il potere e le convenzioni, di destra o di sinistra, non è satira) e, come ha ben dimostrato in quest’ultima vicenda, di grande serietà e responsabilità: per tutti questi motivi spero che Pucci voglia condividere, anche quest’anno, il suo percorso artistico con la Versiliana dove hanno, da sempre, pari dignità sia la comicità più immediata, sia quella più “politicamente corretta”.

E così in un’Italia che è diventata la terra dei Pucci, in attesa di vederlo magari in un one man show targato Rai o, perché no, conduttore del Festival di Sanremo 2027, sperando tutti, non sia mai cambiasse idea, che torni alla Versiliana, Andrea Pucci raccolga l’invito del presidente del Senato La Russa e ci ripensi.

Salga sul palco dell’Ariston.

Più forte delle critiche che ognuno ha diritto di esprimere come la satira.

Mostri a milioni e milioni di telespettatori la sua arte comica.

Mostri a milioni di telespettatori quella satira così applaudita e difesa dal Governo Meloni.

Vada a Sanremo signor Pucci.

Carlo Conti è conduttore e direttore artistico molto preciso e puntuale: non dimenticherà il suo nome nell’annunciarla sul palco dell’Ariston come è accaduto al direttore di Raisport Petrecca con Ghali alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi.

 

 

 

© Riproduzione riservata

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