Getting your Trinity Audio player ready...
|
LIVORNO – Livorno in audizione in terza commissione parlamentare d’inchiesta a Roma con il sindaco Luca Salvetti e con tutto il Consiglio Comunale presieduto da Pietro Caruso, con tutti i capigruppo consiliari di Livorno.
Audizione a pochi giorni dalla commemorazione di una tragedia che il 10 aprile 1991 costò la vita di 140 persone a bordo del traghetto Moby Prince in rada a Livorno, diretto a Olbia. Un solo superstite, componente dell’equipaggio.
Audizione di sindaco e Consiglio Comunale di Livorno che segue quella dei procuratori della Repubblica di Firenze Filippo Spiezia e di Livorno Maurizio Agnello.
All’indomani della quale Chiara Tenerini, Forza Italia, deputata di Cecina, componente terza commissione parlamentare d’inchiesta, ha dichiarato: “I punti fermi non ce li facciamo scardinare da nessuno e da questi partiamo”.
Terza commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Pietro Pittalis, Forza Italia, che fu vicepresidente con Manfredi Potenti, Lega Salvini, della seconda commissione presieduta dal livornese Andrea Romano, Pd. Dopo la prima commissione presieduta da Silvio Lai. Una seconda commissione che ha chiuso i lavori sostenendo ipotesi più probabile una terza nave di fronte a Moby Prince, per evitare la quale Moby Prince è entrata in collisione con Agip Abruzzo, che si trovava in una zona dove non doveva essere.
Tutte le forze politiche consiliari di Livorno in audizione a Roma. Con un solo colore, come ha sottolineato Pietro Caruso, presidente Consiglio Comunale: “Quello amaranto, il colore della nostra città”.
Una terza commissione rispetto alla quale il sindaco Luca Salvetti ha sottolineato: “A noi preme che tutta la commissione si impegni nella stessa direzione. I dubbi qualcuno potrebbe averceli e mi auguro ciò non risponda al vero e mi auguro che tutta la commissione proceda nella stessa direzione, cioè nella ricerca della verità“.

In audizione con Luca Salvetti e Pietro Caruso i presidenti dei gruppi consiliari Marcella Amadio, presidente del gruppo consiliare Fratelli d’Italia, Camilla Barontini, presidente del gruppo consiliare Livorno popolare, Denise Bertozzi, presidente del gruppo consiliare Alleanza Verdi e Sinistra, Roberto Danieli, presidente del gruppo consiliare Protagonisti per la città, Carlo Ghiozzi, presidente del gruppo consiliare Lega, Alessandro Guarducci, presidente del gruppo consiliare Lista Guarducci, Giovanni La Sala, presidente del gruppo consiliare Livorno civica, Andrea Morini, presidente del gruppo consiliare Movimento 5 Stelle, Pietro Panciatici, presidente del gruppo consiliare Buongiorno Livorno, e Piero Tomei, presidente del gruppo consiliare PD.
Pietro Pittalis, in apertura audizione: “L’assenza di nebbia la notte dell’incidente punto fermo sui quali la commissione non intende neppure tornarci perché sarebbe perdere inutilmente tempo e avvalorare situazioni che non hanno trovato riscontro. Negli atti di indagini in tutte le audizioni che abbiamo avuto modo di ascoltare non si è mai palesato un profilo di attività che non corrispondesse ai canoni di diligenza e perizia da parte del personale dell’equipaggio della Moby e in particolare del comandante Chessa. Sono due elementi già acquisiti e chiariti.
Un altro elemento chiaro è la non corretta posizione Agip Abruzzo in area vietata in rada a Livorno. Abbiamo come dato acquisito la non adeguata macchina dei soccorsi che ha saputo intervenire con la dovuta organizzazione che una situazione del genere richiedeva. Abbiamo la certezza del ritardo soccorsi. Per amore di verità storica è il punto su cui insisteremo per capire quante vite si sarebbero potute salvare se ci fossero stati i soccorsi tempestivi e adeguati da parte organi preposti, mi riferisco in particolare alla capitaneria di porto.
Un altro tema che riteniamo verosimile è la presenza di un terzo natante sulla rotta Moby Prince. Su questo tema la commissione si soffermerà per ulteriori approfondimenti avendo in corso attività di ricognizione di tutti i natanti presenti quella notte. Intendiamo accendere un focus particolare per accertare anche attraverso gli equipaggi, soprattutto le persone che non sono state sentite. A questo stiamo lavorando”.
Poi Pittalis: “Abbiamo svolto accertamenti anche presso Snam, Eni, ambasciate Usa, francese, russa, il nostro ministero della Difesa. Non abbiamo avuto elementi utili. Ma questo non vuol dire che la commissione si accontenti. Soprattutto da parte di Snam ed Eni risulta che paradossale che rispetto a un evento di queste proporzioni non risulti uno straccio di relazione di cui possa essere stato investito un Cda e un dirigenza. Lo dico ai rappresentati città di Livorno: non intendiamo coprire nessun tipo di attività, men che meno quella non collaborativa.
La commissione andrà fino in fondo utilizzando tutti i mezzi a disposizione che sono quelli propri dell’attività giudiziaria per una ricostruzione della vicenda. E mi riferisco anche ad aspetti che rimangono in penombra. Molto importante capire anche il perché un certo accordo assicurativo. Non stiamo lasciando nulla di intentato e avere la vicinanza dell’amministrazione comunale di Livorno per noi è di grande supporto”
Poi Pittalis sull’audizione del procuratori Spiezia e Agnello: “Le audizioni dei procuratori della Repubblica di Firenze e Livorno sono importanti. Quello del procuratore Repubblica di Firenze è importante perché è pervenuto a conclusioni a cui erano pervenute precedenti due commissioni. Cioè escludere movente di strage dovuta a organizzazioni ccriminali, o traffico sostanze stupefacenti, o terrorismo. Ha escluso ordigno a bordo, o l’incendio frutto di atto terroristico.
L’audizione del procuratore della Repubblica di Livorno ha riproposto una versione sulla base delle indagini svolte da quell’ufficio giudiziario che ricalca quello che la magistratura aveva già in precedenza effettuato. Anche in relazione ad aspetti che ci saremmo aspettati avesse potuto meglio valutare anche alla luce dei lavori precedenti due commissioni.
Confidiamo in ulteriore supplemento attività da parte della magistratura. Come disse il presidente che mi ha preceduto, siamo all’ultimo miglio. Se c’è disponibilità a collaborare ciascuno nei propri ruoli e nelle proprie competenze, confido si possa anche da parte autorità giudiziaria continuare a collaborare in sinergia con tutte le istituzioni per cercare di dare un nome e cognome al terzo natante che riteniamo da ascrivere come causa del disastro davanti al porto di Livorno”.
Sindaco Luca Salvetti: Ogni 10 aprile rinnoviamo un patto con noi stessi e con tutte le persone che sono entrate in contatto col dramma vissuto 34 anni fa. Quello di continuare a ricordare la morte di 140 persone, di spingere perché la verità sia resa chiara e la giustizia possa fare il suo corso. Questo accade il 10 aprile e accade negli altri 364 giorni dell’anno. Con momenti e sentimenti diversi. Voglio ricordare Angelo Chessa, figlio del comandante. E Loris Rispoli, in una situazione di salute che non ci permette più di averlo in prima fila. Questi sono gli aspetti che pesano di più. Poi sono momenti più positivi legati all’attenzione che i media fanno ancora a distanza di 34 anni sulla vicenda. Che ci danno la possibilità di ricordare, di capire quali strade battere per arrivare alla verità e alla giustizia. La prima commissione ha cominciato a lavorare, ma alla fine l’esito non è stato molto incisivo. La seconda commissione ha lavorato con grande incisività, grande voglia, arrivando all’ultimo miglio, cioè alla possibilità di chiudere un quadro e una visione più chiara. Poi l’inizio del lavoro terza commissione. Negli ultimi due mesi come città, come primo cittadino, e come Consiglio Comunale abbiamo avvertito dai familiari e da altre parti una sorta preoccupazione relativa ai lavori commissione stessa. Perché c’è voglia di sapere, ma c’è anche il veder scorrere molto tempo prima che qualcosa di certo venga detto. Siamo qui all’obiettivo reale di comprendere dalla commissione, dal suo presidente che già si è espresso, quale è il lavoro, quali sono i passi avanti fatti, se tutti i componenti partecipano con stessa voglia e stesso entusiasmo. A noi preme che tutta la commissione si impegni nella stessa direzione. I dubbi qualcuno potrebbe averceli e mi auguro ciò non risponda al vero. Mi auguro che tutta la commissione proceda nella stessa direzione, cioè nella ricerca della verità. Mi fa piacere che il presidente abbia detto la commissione non si accontenta. Questo è lo spirito secondo noi con cui si deve procedere spediti. Col chiaro obiettivo di porre la parola fine entro questa legislatura restituendo un risultato, qualunque esso sia, alle famiglie delle vittime e alle città coinvolte”.
Chiara Tenerini: “L’impegno di questa commissione è indiscutibile. In questa aula credo che ognuno di noi svesta i panni politici. Il nostro è un impegno istituzionale, morale, civico nei confronti di tutta Italia. Vi assicuro non ci sono strumentalizzazioni politiche, ma l’impegno è massimo, con la consapevolezza che questo ultimo miglio è difficilissimo. La frustrazione che vive la città è la stessa che viviamo noi. Credetemi, stiamo lavorando col massimo impegno e ci dà conforto sapere che la massima istituzione di Livorno è unita con noi nel percorrere questo ultimo miglio”.
Pietro Caruso: “Mi ricordo perfettamente i bagliori del fuoco, il suono delle sirene e i familiari delle vittime, attonite nel vedere qualcosa di impossibile che stava accadendo a 500 metri dai bar aperti. La nostra città, le famiglie, hanno bisogno di una verità. Non è possibile dopo 34 anni essere ancora qui. Gli unici che possono dare una risposta siete voi e so che ci metterete tutto l’impegno perché Livorno ha bisogno di giustizia e verità”
Amadio: “L’auspicio è che la questione non venga archiviata, non diventi l’ennesimo segreto della nostra nazione”.
Barontini: “Ho 21 anni, non ero ancora nata, ma sento il dolore della città, delle famiglie. E’ anche una strage sul lavoro”
Bertozzi: “Una ferita che a Livorno passa di generazione in generazione. Lavorate compatti per portarci un po’ di giustizia”
Danieli: “Non sappiamo ancora cosa è successo quella notte ma ci sono 140 famiglie che attendono la verità”.
Ghiozzi: “Sono stato eletto nelle istituzioni nel 1999 e da subito c’è stato intento tutte le forze politiche di arrivare alla verità. Sono 34 anni che una città a destra e a sinistra aspetta risposte. Aspetta la verità. Aspetta la giustizia. Grazie per averci convocato. E’ la prima volta. Noi siamo a portare la voce di tutta la città“.
Guarducci: “Gratitudine per averci convocato, per aver raccolto lo spirito d’unità che la mozione approvata dal Consiglio Comunale di Livorno ha voluto fare anche nei vostri confronti, sostenendovi nell’impegno che state portando avanti. Sono passati 34 anni. Ma Livorno non dimentica. Considero l’impegno di ricerca di verità e giustizia un dovere morale, civico e politico. Un impegno che dobbiamo rivolgere principalmente alle 140 vittime innocenti e ai loro familiari. Ecco perché mi sento in dovere di portarvi a conoscenza del senso di frustrazione e profondo sgomento che si è diffuso a Livorno in seguito all’audizione in commissione dei procuratori di Firenze e Livorno. La notizia della richiesta di archiviazione al gip da parte delle Dda è stato un duro colpo da parte della città e delle famiglie delle vittime. Noi continuiamo ad esprimere pur nella consapevolezza che l’unico reatp non ancora prescritto è quello di strage. Ma abbiamo soprattutto fiducia in voi, nel vostro lavoro, nel ricostruire la verità storica. Siamo a chiedervi uno sforzo ulteriore. A riaffermare le verità acquisite dalle precedenti due commissioni. Un’altra certezza riguarda la sopravvivenza a bordo che non durò mezz’ora, ma durò molte ore quella notte, in un caso almeno fino alle sette di mattina del giorno dopo. Il traghetto in fiamme fu abbandonato al suo tragico destino. Vi invito a essere forti e coraggiosi per spiegare a tutta l’Italia la verità. Solo così si potrà avere giustizia“.
La Sala: “Loris Rispoli ha portato ovunque la ricerca di verità e giustizia. Strage è la parola chiave. Siamo qui per esprimere piena fiducia in questa commissione”.
Morini: “Le dichiarazioni del procuratore Agnello hanno gettato nello sconforto Livorno e non solo. Per molti anni il relitto nel porto di Livorno è stato un colpo allo stomaco. L’unica nebbia è l’accordo scellerato della compagnia Navarma con Snam”.
Panciatici: “Sono venuto qua con poca speranza ma il suo intervento, presidente, mi fa piacere. Ma mi fa piacere anche l’intervento della vostra volontà di arrivare alla verità. La verità storica è la più importante, lo merita la città, lo meritano i familiari delle vittime, lo meritano le vittime”.
Tomei: “Ho accompagnato i familiari a fare il riconoscimento delle vittime. Gratitudine per averci convocato. Nel nostro atto di indirizzo votato all’unanimità da parte di tutto il Consiglio Comunale, Livorno si riconosce come madre di tutte le vittime e famiglia di tutti i familiari. Siamo venuti a Roma per confermarvi la piena fiducia. Un’intera città è al vostro fianco. Presidente Pittalis, lei rappresenta una terra che ha sofferto come Livorno. Il tempo che resta è limitato. Ci auspichiamo che la relazione finale sia condivisa da tutte le forze politiche. Noi siamo qui a dare questo esempio. Per noi la parola fine significa verità e giustizia”.