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L’allarme silenzioso: la resistenza agli antibiotici

È una sfida globale che richiede un’azione concertata da parte di governi, operatori sanitari, agricoltori e singoli individui

Il ruolo degli antibiotici

L’efficacia degli antibiotici, una delle più grandi scoperte del XX secolo, è sempre più minacciata dalla crescente resistenza batterica. Questo fenomeno, in rapida espansione, rischia di riportarci indietro, dove infezioni comuni potrebbero tornare ad essere molto pericolose.

Gli antibiotici sono sostanze ottenute da organismi, per esempio funghi e piante, o sintetizzate in laboratorio, in grado di bloccare la crescita dei microrganismi e di provocare la loro morte. Questi farmaci vengono utilizzati per curare le infezioni causate da batteri.

Il primo antibiotico fu scoperto nel 1929 dal batteriologo Alexander Fleming. Egli osservò che una muffa conteneva una sostanza capace di bloccare la crescita di alcuni batteri. La muffa apparteneva al genere Penicillium, pertanto la sostanza venne chiamata penicillina, che divenne il primo antibiotico scoperto. Oggi esistono molte classi di antibiotici, tra cui le tetracicline o cefalosporine, e molte altre. I farmaci antibatterici sono utili se c’è un’infezione causata da un batterio ed è solo ed esclusivamente il medico che deve stabilire qual è la causa dell’infezione, servendosi dell’aiuto di esami diagnostici, deve valutare quale sia il tipo di microrganismo e la terapia antibiotica più efficace. L’assunzione di tali farmaci deve avvenire previa prescrizione del medico, evitando l’autosomministrazione. Inoltre bisogna attentamente seguire la posologia, ossia le indicazioni su dosi e  tempi di assunzione. Saltare i dosaggi o intervalli troppo lunghi possono infatti diminuire l’efficacia e aumentare il rischio di resistenza batterica.

Cosa è la resistenza agli antibiotici?

L’Oms stima che nel 2019 l’antibiotico-resistenza è stata la causa diretta di più di un milione di morti al mondo. Essa è il risultato di un uso improprio e incontrollato degli antibiotici.

La resistenza agli antibiotici si verifica quando i batteri mutano e diventano in grado di sopravvivere all’azione degli antibiotici. Questi batteri resistenti si moltiplicano, diffondendo infezioni difficili da trattare.

Il problema dell’antibiotico resistenza può dipendere da molte motivazioni come ad esempio l’assunzione di antibiotici per infezioni virali anziché batteriche (come per trattamento di raffreddore o influenza), oppure l’interruzione prematura della terapia. Inoltre ci sono cause anche più complesse come ad esempio l’uso improprio di antibiotici in agricoltura e negli allevamenti di bestiame, che contribuiscono alla selezione di batteri resistenti. Inoltre anche i viaggi internazionali e il commercio globale facilitano la rapida diffusione di batteri resistenti in tutto il mondo.

Conseguenze della resistenza agli antibiotici

Il fatto che i batteri, mutando, stiano diventando resistenti ai farmaci causa infezioni difficili da trattare. Infatti le patologie causate da batteri resistenti richiedono antibiotici più potenti, costosi ma anche più tossici, con maggiori rischi ed effetti collaterali sulla nostra salute. Le infezioni resistenti inoltre possono portare a gravi complicazioni, ricoveri ospedalieri prolungati e aumento, purtroppo, della mortalità. La gestione di tali processi infettivi richiede maggiori risorse economiche per terapie ed isolamento dei pazienti, determinando così spese sanitarie sempre più elevate. Inoltre la perdita di efficacia degli antibiotici mette a rischio interventi chirurgici, trapianti di organi e trattamenti per patologie tumorali, che dipendono dalla prevenzione e dal trattamento delle infezioni, rappresentando così una minaccia alla medicina.

Soluzioni

In primis dobbiamo avere tutti un uso più responsabile degli antibiotici, assumendoli solo quando a stabilirlo è il nostro medico e completando il ciclo, anche quando ci si sente meglio. Mantenere una buona igiene personale e seguire le indicazioni per la prevenzione delle contaminazioni. Infine è importante sorvegliare le infezioni, monitorando la diffusione di batteri resistenti attraverso sistemi di sorveglianza efficaci. Implementare rigorose misure di controllo nelle strutture sanitarie e investire nella ricerca per sviluppare nuovi antibiotici con meccanismi d’azione innovativi.

La resistenza agli antibiotici è una sfida globale che richiede un’azione concertata da parte di governi, operatori sanitari, agricoltori e singoli individui. Solo attraverso un impegno collettivo possiamo sperare di invertire questa tendenza e proteggere l’efficacia di questi farmaci salvavita.

© Riproduzione riservata

Sono iscritta all’Ordine Nazionale dei Biologi. Mi sono laureata con lode presso la facoltà di Biotecnologie Mediche e Farmaceutiche dell’Università di Firenze. Ho ottenuto poi l’esame di abilitazione per l’esercizio alla professione e ho conseguito con lode un Master in Procreazione Medicalmente Assistita e Biotecnologie Mediche presso l’Università di Siena. Ho maturato esperienza all’interno di Laboratori di Analisi e Patologia, tra cui Data Medica di Montecatini Terme, infine oggi sono responsabile del Laboratorio di Analisi Clinica del Centro Medico Inlab di Livorno.
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