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martedì 17 Febbraio 2026
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Wedding Tourism in Toscana: nel 2025 indotto a 213 milioni, il comparto traina la destagionalizzazione

Sposarsi nel Chianti o a Firenze genera un giro d'affari record. Crescono gli eventi fuori stagione e l'arrivo di coppie americane e inglesi

FIRENZE – Il turismo legato alle celebrazioni nuziali si conferma un asset strategico per l’economia regionale, dimostrando una spiccata capacità di generare valore diffuso e di governare i flussi visitatori oltre i periodi di picco. È quanto emerso dalla presentazione dei dati relativi all’anno 2025, illustrati venerdì scorso a Palazzo Medici Riccardi nell’ambito dello studio condotto da Fondazione Destination Florence e Centro Studi Turistici di Firenze.

L’indagine restituisce la fotografia di un settore in salute e in costante espansione. Nel corso del 2025, la Toscana ha ospitato oltre 2.860 matrimoni di coppie straniere, registrando un incremento del 4,8% rispetto all’annualità precedente. Le ripercussioni sul tessuto economico sono evidenti: il fatturato complessivo ha toccato quota 213,7 milioni di euro (+14,1%), attivando una filiera che coinvolge oltre mille imprese tra servizi diretti e indotto. Sotto il profilo dell’accoglienza, il segmento del Destination Wedding ha generato circa 178.000 arrivi e superato le 514.000 presenze, con una crescita a doppia cifra (+10,5%) che testimonia un aumento della durata media dei soggiorni.

Uno degli elementi di maggior rilievo istituzionale riguarda la capacità del comparto di favorire la destagionalizzazione. A fronte di una lieve flessione (-4%) nel quadrimestre di alta stagione (giugno-settembre), si osserva un consolidamento delle celebrazioni nel primo (+1,6%) e nell’ultimo trimestre (+2%) dell’anno. Tale dinamica si inserisce in iniziative specifiche come il progetto The Art of Winter, volto a promuovere l’attrattività del territorio anche nei mesi invernali. Parallelamente, si assiste a una decongestione delle città d’arte a favore del ‘territorio diffuso’: oltre il 65% degli eventi si è svolto in borghi, castelli e dimore storiche. Le aree che beneficiano maggiormente di questa tendenza includono Chianti, Val d’Orcia, Colline Senesi, Val d’Elsa, Val di Cecina, Valdera e Isola d’Elba.

L’analisi della domanda evidenzia la preponderanza della componente extraeuropea, che copre ormai oltre il 52% del mercato. Gli Stati Uniti mantengono saldamente la leadership, seguiti dal Regno Unito. Si segnalano trend positivi anche da Paesi Bassi, Australia e Canada. Per l’anno in corso, le stime prevedono un ulteriore incremento del 5,3%, caratterizzato da una crescita di eventi più intimi (elopement) e dalla richiesta di servizi sempre più qualificati, come dimostra il maggior ricorso alla figura del wedding planner.

La rilevanza del settore è stata recepita a livello amministrativo con l’inserimento del wedding nel Decalogo 2026 dell’assessorato al turismo del Comune di Firenze. Durante la presentazione, l’assessore Jacopo Vicini ha sottolineato come l’investimento in questo ambito permetta di pianificare la presenza turistica secondo principi di sostenibilità e diffusione territoriale, valorizzando professionalità qualificate. Una visione condivisa da Laura Masi (Fondazione Destination Florence) e Alessandro Tortelli (Cst), che hanno ribadito l’importanza di un monitoraggio costante dei dati per affinare la governance del territorio e stimolare la fidelizzazione dei visitatori nel lungo periodo.

© Riproduzione riservata

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