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Incendio nella mattina di Capodanno al carcere di Sollicciano: evacuati 26 detenuti

Il bilancio sanitario parla di nove persone coinvolte direttamente dalle esalazioni di cui cinque trasportati ai pronto soccorso cittadini

FIRENZE — Un Capodanno di paura e tensione quello vissuto all’interno del carcere di Sollicciano, dove stamani (1 gennaio) un incendio è divampato in un padiglione della struttura, rendendo necessaria l’evacuazione immediata di circa 26 detenuti. Il rogo, stando alle prime ricostruzioni sindacali, avrebbe avuto origine da una stufetta elettrica utilizzata nell’infermeria di un reparto per contrastare il freddo pungente di questi giorni all’interno delle celle.

L’allarme è scattato quando una densa colonna di fumo ha iniziato a invadere i corridoi del padiglione, scatenando il panico tra i reclusi e il personale in servizio. Sul posto sono confluite d’urgenza tre squadre dei vigili del fuoco, supportate da un’autoscala, un’autobotte e il “carro aria” per la gestione delle emergenze respiratorie. I pompieri, protetti dalla polizia penitenziaria, sono entrati nelle celle dotando i detenuti di speciali maschere per la respirazione fornite di ossigeno, indispensabili per permettere loro di attraversare i locali invasi dal fumo tossico e raggiungere un’area sicura del penitenziario.

Il bilancio dei soccorsi

Il bilancio sanitario parla di nove persone coinvolte direttamente dalle esalazioni. Secondo fonti dell’Asl Toscana Centro, cinque pazienti sono stati trasportati in codice di urgenza nei pronto soccorso cittadini per sospetta intossicazione: due sono stati ricoverati all’ospedale di San Giovanni di Dio (Torregalli) e tre al policlinico di Careggi. Altri quattro detenuti, sebbene visitati dal personale del 118 sul posto, hanno rifiutato il trasporto in ospedale. Fortunatamente, tutti i soccorsi risultavano lucidi e coscienti al momento dell’intervento.

Il nodo del riscaldamento

L’episodio ha riacceso immediatamente le polemiche sulle condizioni strutturali del carcere fiorentino. Antonio Mautone, segretario territoriale della Uil Pa Polizia Penitenziaria, ha denunciato come l’incendio sia partito “presumibilmente da una stufetta accesa per riscaldare i locali che, come già segnalato diverse volte, continuano a essere poco riscaldati”. Il sindacato sottolinea come l’assenza di impianti termici efficienti costringa spesso all’utilizzo di mezzi di fortuna, aumentando esponenzialmente i rischi per la sicurezza antincendio. “Siamo profondamente dispiaciuti — conclude Mautone — fortunatamente siamo qui solo a raccontare l’accaduto e nulla di più grave, grazie alla prontezza dei soccorsi”.

Le autorità penitenziarie hanno avviato un’indagine interna per accertare le responsabilità e valutare l’agibilità dei locali interessati dal fumo, mentre i tecnici dei vigili del fuoco stanno ultimando le perizie sulla stufa indicata come innesco del rogo.

 

© Riproduzione riservata

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