FIRENZE – Firenze celebra una Pasqua nel segno della tradizione e della speranza con il perfetto volo della ‘colombina’ in una piazza Duomo baciata dal sole e gremita da migliaia di spettatori. L’antico rito dello Scoppio del Carro, che affonda le sue radici nelle Crociate del 1101, si è compiuto senza alcun intoppo: il congegno azionato dal razzo, innescato dal fuoco sacro all’interno della Cattedrale, ha percorso l’intera navata, ha incendiato i fuochi pirotecnici del Brindellone posizionato tra il Duomo e il Battistero, per poi fare ritorno all’altare maggiore. Secondo la credenza popolare, il completamento del tragitto senza incertezze è presagio di buoni raccolti e di un anno fortunato per la città e i suoi abitanti.
La cerimonia è stata presieduta dall’arcivescovo di Firenze, monsignor Gherardo Gambelli, che ha impartito la benedizione alla folla e al carro prima dell’accensione. Tra le autorità presenti sul sagrato della cattedrale non sono mancati la sindaca Sara Funaro e il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, testimoni di un evento che ogni anno richiama turisti da tutto il mondo per ammirare il carro trionfale risalente al Seicento. Il Brindellone, scortato dagli armigeri del Comune nei tipici costumi d’epoca, è arrivato in piazza trascinato, come vuole la consuetudine, da quattro buoi parati a festa dopo aver lasciato il deposito di via il Prato.
Le origini di questa rievocazione sono legate alla figura di Pazzino de’ Pazzi, che di ritorno dalla crociata del 1099 portò con sé alcune pietre focaie del sepolcro di Cristo. Quelle pietre, utilizzate inizialmente per illuminare le celebrazioni del Sabato Santo, sono diventate il cuore pulsante di una festa che nel tempo si è spostata alla domenica di Pasqua, arricchendosi di simboli e spettacolarità. Anche quest’anno, il fragore dei petardi e le nubi di fumo bianco che hanno avvolto la piazza hanno segnato il momento culminante di una liturgia che unisce fede, storia e folklore cittadino.
Dopo l’esplosione e il successo del volo della colombina, la celebrazione è proseguita all’interno del Duomo con la messa solenne officiata da monsignor Gambelli. La riuscita della manovra ha sciolto la tensione dei molti fiorentini legati ai presagi del rito, confermando ancora una volta il legame indissolubile tra Firenze e le sue tradizioni più antiche. Il Brindellone, terminata la festa, farà ora ritorno nel suo alloggio abituale in attesa della prossima Pasqua, portando con sé l’eco dei festeggiamenti di una città che continua a onorare il proprio passato con immutato orgoglio.
“Lo Scoppio del Carro – ha sottolineato il presidente – è un rito che unisce fede e tradizione popolare e continua a rappresentare un momento identitario per la città, simbolo della storia e dello spirito della nostra comunità. Il Brindellone, come viene chiamato dai fiorentini, continua a essere protagonista di una festa che ogni anno richiama pubblico da tutto il mondo”.
“Oggi la colombina – ha proseguito il presidente – ha compiuto regolarmente il suo percorso, partendo dall’altare del Duomo di Firenze e raggiungendo il carro per accendere il fuoco, sia all’andata sia al ritorno. Questo ha significato per secoli un segno di buon auspicio. Speriamo che sia così anche quest’anno. Abbiamo assistito a una rievocazione storica fortemente connessa al presente: basti vedere la partecipazione straordinaria di pubblico e l’atmosfera coinvolgente che ha caratterizzato questo evento. Lo Scoppio del Carro costituisce un patrimonio vivo della città e della regione, un momento in cui Firenze si riconosce nella propria storia e la condivide con il mondo”.
“È stato un momento bellissimo ed emozionante – ha detto la sindaca Sara Funaro – il volo della Colombina è stato perfetto, così come lo scoppio del carro. Uno spettacolo incredibile, che rappresenta anche un segno di buon auspicio. Voglio rivolgere i miei auguri più sinceri a tutte le fiorentine e a tutti i fiorentini, e a tutte le persone che in questi giorni sono in città. In un momento come quello della Pasqua, Firenze non può non tenere alta l’attenzione sui conflitti che ci sono nel mondo e sulle guerre in corso. Da qui deve partire un messaggio forte e chiaro di pace, una pace vera. In particolare, mentre in Israele si decide di temi che non vorremmo mai sentire, da Firenze – città che per prima ha abolito la pena di morte – il messaggio che si può e si deve mandare è: ‘Nessuno tocchi Caino’. No alla pena di morte in ogni caso. Condanniamo questo con tutta la nostra forza, come Firenze ha sempre fatto per i suoi grandi valori. Il messaggio più importante che vogliamo mandare oggi è che possa esserci la pace”.



