FIRENZE – Il comparto della moda a Firenze inverte la rotta dopo una lunga fase recessiva durata nove trimestri. I dati elaborati dall’Ufficio studi della Camera di commercio locale, basati sulle ultime rilevazioni diffuse dall’Istat, evidenziano un marcato rimbalzo delle vendite all’estero nel corso del primo trimestre 2026 rispetto alla crisi registrata nello stesso periodo dell’anno precedente.
I segmenti chiave della produzione fiorentina hanno fatto segnare incrementi percentuali a doppia cifra, con una progressione media del valore delle esportazioni vicina al 20 per cento. Nel dettaglio, le vendite oltreconfine della pelletteria sono aumentate di quasi venti punti percentuali, raggiungendo la quota di 833 milioni di euro. Performance analoghe si riscontrano nell’abbigliamento, cresciuto del 18 per cento con 485 milioni di euro di export, e nel settore calzaturiero, che ha registrato un incremento del 17,6 per cento per un valore di 369 milioni. La crescita maggiore in termini percentuali appartiene alla maglieria, salita del 22,3 per cento a quota 76 milioni di euro.
La tenuta delle esportazioni tra la fine del 2025 e i primi tre mesi del 2026 trova una spiegazione nel comportamento del mercato degli Stati Uniti, principale area di sbocco per le produzioni del territorio. Nonostante l’introduzione dei dazi commerciali, la domanda di beni di lusso ha retto grazie a due fattori: da un lato le imprese toscane hanno scelto di comprimere i propri margini di guadagno per assorbire i costi doganali senza aumentare i listini; dall’altro, l’alto posizionamento qualitativo delle merci fiorentine le rende meno sensibili alle variazioni di prezzo rispetto ad articoli di fascia inferiore.
Il presidente della Camera di commercio di Firenze, Massimo Manetti, intervenuto all’inaugurazione della rassegna Pitti Immagine Uomo, ha delineato i confini economici della filiera: “Attraverso svariate iniziative, che vanno dall’organizzazione di incontri B2B tra aziende fiorentine e buyer stranieri, ai numerosi bandi che lanciamo anche in questo periodo, ultimo quello di questi giorni che eroga risorse a fondo perduto per la partecipazione alle fiere, la Camera di commercio di Firenze ha accentuato il sostengo al sistema moda che è un settore chiave dell’economia locale e rappresenta poco meno del 12% della produzione manifatturiera della provincia. Le attività manifatturiere della moda fiorentina generano circa 11 miliardi di fatturato, 13 miliardi se consideriamo anche le attività commerciali. Il settore occupa circa 50 mila addetti (40 mila nella manifattura) in circa 11 mila imprese (6.700 nella manifattura). Nel sistema moda italiano Firenze si conferma la seconda provincia sia per numero di addetti che per numero di imprese. Il segmento di punta è la pelletteria con il 49% delle imprese del totale moda, il 57% degli addetti, il 21% delle esportazioni”.
I primi segnali di ripresa del comparto sono stati commentati anche dal segretario generale dell’ente camerale, Giuseppe Salvini: “Cominciami a vedere alcuni segnali positivi. Il sistema moda fiorentino veniva da un periodo di grave difficoltà caratterizzato da ben nove trimestri negativi, ma alla fine della scorsa settimana l’Ufficio studi della Camera di commercio ha elaborato dati incoraggianti sull’andamento dell’export nel primo trimestre del 2026, dati appena rilasciati dall’Istat. Sono numeri che registrano un rimbalzo interessante delle vendite della moda fiorentina all’estero. In particolare, rispetto allo stesso trimestre di un anno prima quando il comparto aveva toccato il picco più acuto della crisi, l’export della pelletteria fiorentina è risalito di quasi il 20% a 833 milioni di euro, gli articoli di abbigliamento fanno +18% a 485 milioni di euro di vendite all’estero, le calzature il +17,6% a 369 milioni di euro e gli articoli di maglieria +22,3% a 76 milioni di euro. Sono tutti recuperi a doppia cifra percentuale per un valore medio di circa il +20%”.



