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Multe stradali e autovelox, a Firenze l’incasso record

Lo studio del Codacons evidenzia una flessione nazionale dei proventi del nove per cento mentre il capoluogo toscano guida la classifica con venti milioni

FIRENZE – Una contrazione generalizzata a livello nazionale che tuttavia non scalza il capoluogo toscano dal vertice della classifica italiana per i guadagni derivati dai controlli di velocità. Le multe stradali con autovelox registrano una battuta d’arresto in Italia nel corso del 2025, evidenziando un calo complessivo dell’8,9% rispetto all’anno precedente. I dati emergono dall’analisi del Codacons, basata sulle rendicontazioni che le amministrazioni comunali hanno presentato al ministero dell’interno.

Nonostante la flessione registrata in molti grandi centri urbani, il territorio fiorentino si conferma l’area con i proventi più elevati. La città di Firenze ha infatti incassato 19,7 milioni di euro nell’ultimo anno, posizionandosi al primo posto in Italia per distacco davanti a Bologna, che segue con 9,2 milioni, e Milano, terza con 6,9 milioni di euro.

I proventi complessivi delle venti principali città italiane si sono attestati a 56,5 milioni di euro, segnando una diminuzione di circa 5,5 milioni rispetto ai 62,1 milioni del 2024. Il trend al ribasso ha interessato in modo vistoso capitali come Roma, dove gli incassi sono dimezzati passando da 4,8 a 2,3 milioni di euro, e Milano, che ha subito una riduzione del 34,8%. Crolli ancora più significativi si sono verificati a Trieste, Bolzano e Bari. Al contrario, in controtendenza nazionale, alcune località come Ancona e Genova hanno registrato incrementi consistenti delle entrate.

La diminuzione complessiva delle sanzioni trova una spiegazione tecnica nelle nuove normative e nell’orientamento della giurisprudenza. La contrazione delle multe non è legata al censimento degli apparecchi, conclusosi a fine novembre, ma agli effetti della riforma entrata in vigore il 12 giugno dello scorso anno, che ha imposto parametri molto stringenti ai Comuni per il posizionamento dei dispositivi. A questo si aggiungono le decisioni della corte di cassazione che hanno invalidato i verbali emessi da strumenti privi di omologazione, spingendo diversi enti locali a spegnere temporaneamente i rilevatori.

In ambito nazionale spiccano anche i casi di piccoli comuni montani o turistici capaci di generare introiti milionari con un singolo dispositivo, come Colle Santa Lucia, nelle Dolomiti, che ha incassato una media di quasi seimila euro a residente nel quinquennio.

© Riproduzione riservata

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