FIRENZE – Una condanna a 12 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione è stata inflitta a un 36enne di origini marocchine, ritenuto responsabile della morte di Andrea Prota, il 75enne aggredito e rapinato il 10 ottobre 2023 in via del Sansovino. La sentenza, arrivata al termine del rito abbreviato che ha garantito all’imputato lo sconto di un terzo della pena, chiude una vicenda che aveva profondamente scosso il capoluogo toscano per la brutalità gratuita dell’azione.
Secondo la ricostruzione emersa nel processo, quel giorno la vittima stava facendo rientro a casa dopo aver fatto la spesa in un vicino supermercato. A pochi passi dalla sua abitazione, l’uomo fu accerchiato da due malviventi: mentre uno gli faceva lo sgambetto, il complice lo bloccava per le spalle con forza. Una manovra fulminea e violenta che ha fatto stramazzare l’anziano al suolo, facendogli battere violentemente la testa sull’asfalto. Le conseguenze del trauma furono devastanti: il 75enne entrò in coma per non risvegliarsi mai più, spegnendosi in una clinica un anno dopo l’aggressione.
Il 36enne, attualmente detenuto, è stato condannato per omicidio preterintenzionale e rapina. La pena è stata determinata in continuazione con altri due episodi di rapina o tentata rapina, compiuti ai danni di altre persone che, a differenza di Prota, sono sopravvissute all’assalto. il complice dell’aggressione mortale non è mai stato identificato e il condannato ha mantenuto il più stretto riserbo, rifiutandosi di rivelare il nome del partner criminale.
Le indagini avevano inquadrato l’episodio in un contesto di profonda degrado sociale: la zona dell’aggressione, situata nelle vicinanze del ponte della tramvia di piazza Paolo Uccello che conduce al Parco delle Cascine, è tristemente nota per essere luogo di ritrovo di gruppi di spacciatori.
Il giudice ha inoltre stabilito il riconoscimento di un risarcimento danni in favore della famiglia di Andrea Prota, assistita dall’avvocato Lucrezia Pellegrini, fissando una provvisionale di 50mila euro. “Andrea Prota stava bene, non aveva problemi di salute e conduceva regolarmente la sua vita”, ha commentato il legale, ribadendo come le lesioni irreversibili riportate quel giorno siano state l’unica, fatale causa che ha interrotto bruscamente l’esistenza dell’anziano.



