GROSSETO – La mappa della Toscana “green” si allarga ancora. La regione rafforza la sua vocazione sostenibile e tocca quota dodici distretti biologici riconosciuti. L’ultimo tassello, ufficializzato nei giorni scorsi, è il Distretto Aldobrandesco.
Si tratta di un’area strategica nel cuore della provincia di Grosseto. Cinque i comuni che hanno deciso di fare rete: Pitigliano, Sorano, Semproniano, Castell’Azzara e Roccalbegna. Un patto di territorio che unisce amministrazioni, agricoltori e comunità locali.
Soddisfatto il presidente della Regione, Eugenio Giani. Per il governatore, la Toscana si conferma “pioniera nella promozione di un’agricoltura rispettosa dell’ambiente”. È il frutto di un percorso legislativo iniziato nel 2019, che oggi porta risultati concreti in termini di investimenti. Sulla stessa linea l’assessore all’economia Leonardo Marras, che sottolinea la consapevolezza degli attori locali. Qui convivono aree montane fragili e imprese dinamiche, capaci di valorizzare un patrimonio storico e naturale unico.
I numeri descrivono una realtà agricola di primo piano. L’area complessiva sfiora i 55mila ettari. Di questi, oltre 21mila sono superficie agricola utilizzata. La terra è il motore dell’economia locale: su 1.611 imprese totali, ben 909 operano nel settore agricolo-forestale.
A farla da padrone sono vite e olivo, colture antiche e radicate. Si produce Olio Toscano IGP e vini di eccellenza come il Montecucco DOCG e il Bianco di Pitigliano. Il tutto sotto il grande ombrello della DOC Maremma e delle Strade del Vino, che attirano un turismo di qualità. Non mancano le nicchie gastronomiche, dai fagioli di Sorano al pecorino di Roccalbegna.
Il dato più significativo, però, riguarda il metodo di coltivazione. Circa 400 aziende sono già certificate biologiche. In pratica, il 48% della superficie agricola è coltivata senza chimica. Quasi la metà del territorio ha già scelto il futuro.



