Tra le due sponde dell’Atlantico c’è una “frattura”. Nel discorso inaugurale alla Conferenza di Monaco sulla sicurezza, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha parlato apertamente della nuova realtà tra Unione europea e Stati Uniti, sottolineando la necessità di costruire un nuovo partenariato in un contesto internazionale profondamente mutato.
Secondo Merz, l’epoca dell’ordine liberale nato dopo la Guerra fredda è definitivamente tramontata. “Il vecchio ordine mondiale non esiste più”, ha affermato, aggiungendosi ai tanti che parlano di un panorama globale ormai segnato dalla rivalità tra grandi potenze e da un ritorno alla centralità degli interessi nazionali.
La distanza tra Europa e Stati Uniti
Nel suo intervento, il capo del governo di Berlino ha tracciato una linea di distinzione tra gli orientamenti politici europei e alcune dinamiche interne agli Stati Uniti. “La guerra culturale del movimento Maga non è nostra”, ha dichiarato, prendendo le distanze da derive protezionistiche e identitarie.
Merz ha respinto con decisione l’ipotesi di nuovi dazi e politiche protezionistiche, ribadendo la centralità del libero scambio. Allo stesso tempo ha confermato il sostegno europeo agli accordi sul clima e alla cooperazione multilaterale, citando esplicitamente l’impegno verso l’Organizzazione Mondiale della Sanità. “Siamo convinti di poter risolvere le sfide globali solo insieme”, ha sottolineato.
“Un nuovo partenariato transatlantico”
Passando all’inglese per rivolgersi direttamente ai “nostri amici americani”, Merz ha lanciato un messaggio chiaro: “Nell’era della rivalità tra grandi potenze, nemmeno gli Stati Uniti saranno abbastanza potenti per farcela da soli”.
“Far parte della Nato non è solo un vantaggio competitivo per l’Europa. È anche un vantaggio competitivo per gli Stati Uniti”, ha affermato. Da qui l’invito a “ripristinare e rilanciare insieme la fiducia transatlantica”, assicurando che “l’Europa sta facendo la sua parte”.
Il cancelliere ha voluto così ribadire l’impegno europeo sul fronte della sicurezza e della difesa, in un momento in cui il dibattito sul burden sharing e sull’autonomia strategica è tornato centrale nel confronto politico internazionale.
La fine dell’ordine basato sulle regole
Nel prosieguo del suo intervento, Merz ha descritto il superamento dell’ordine internazionale “basato su diritti e regole”. Un sistema che, pur con i suoi limiti, garantiva un quadro di stabilità e cooperazione. “Questo ordine, per quanto imperfetto anche nei suoi giorni migliori, non esiste più”, ha detto.
L’“espressione più lampante” di questa nuova fase, secondo il cancelliere, è la guerra della Russia contro l’Ucraina, che ha riportato al centro la logica della forza e della politica di potenza nel cuore dell’Europa.
Merz ha poi rivolto critiche anche alla Cina, accusando la seconda economia mondiale di “sfruttare sistematicamente le dipendenze altrui” e di reinterpretare l’ordine internazionale per adattarlo ai propri interessi strategici.
Un mondo post-unipolare
Nel quadro delineato dal leader tedesco, anche la fase unipolare seguita alla caduta del Muro di Berlino appartiene ormai al passato. “Se c’è stato un momento unipolare, è ormai lontano”, ha osservato. La pretesa di leadership globale degli Stati Uniti, ha aggiunto, “è messa in discussione, forse addirittura persa”.
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