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Borsa, Euronext Growth Milan non si ferma: 205 società quotate e capitalizzazione a 11,1 mld

(Adnkronos) – Dal 2009 a oggi l’Euronext Growth Milan, mercato di Borsa Italiana dedicato alle pmi, ha accolto 350 società che hanno raccolto 6,2 miliardi in ipo (offerta pubblica iniziale ndr), confermandosi come il principale canale di raccolta di capitali. Oggi può contare su 205 società quotate per una capitalizzazione di 11,1 miliardi di euro. Al 10 di luglio, l’anno in corso ha registrato 4 ipo per una raccolta di 36,6 milioni di euro. Le imprese continuano mostrano fondamentali solidi, con ricavi aggregati pari a 10,8 miliardi di euro, una crescita media del fatturato del 21% nel 2025 e oltre 28.500 dipendenti, in aumento del 10% rispetto al 2024. “Questi dati confermano che Egm continua a sostenere la crescita delle pmi nel medio-lungo termine e potrà esprimere il suo potenziale attraverso interventi mirati di politica dei capitali” afferma Anna Lambiase, ceo di Irtop Consulting. Egm ha registrato 53 opa, 57 delisting e 6 fusioni. Dal 2016 il mercato ha registrato un notevole sviluppo anche grazie all’effetto combinato dei Piani Individuali di Risparmio (Pir) e del credito di imposta sui costi di ipo (Cdi): +166% in termini di società quotate rispetto al 2016, +281% in termini di capitalizzazione rispetto al 2016. 

Secondo Lambiase sarà “fondamentale” cogliere le opportunità offerta dalla Saving & Investment Union della Commissione europea che punta a mobilitare una parte dei 30.000 miliardi di euro di ricchezza finanziaria delle famiglie europee, destinandoli all’economia reale. “Convogliare anche una quota limitata di queste risorse verso le pmi quotate rappresenta un’opportunità strategica per l’Italia e per Euronext Growth Milan” sostiene l’ad di Irtop Consulting. Un altro fattore che giocherebbe a favore dello sviluppo delle pmi quotate potrebbe essere “il maggiore coinvolgimento di fondi pensione e assicurazioni nel finanziamento delle PMI quotate, attraverso mandati dedicati e strategie di lungo periodo, consentirebbe di avvicinare l’Italia ai modelli europei più avanzati, come quello svedese”. A ciò si affiancano la recente riforma del Tuf e ulteriori interventi normativi, che semplificano l’accesso ai mercati dei capitali e rendono più sostenibile la permanenza in quotazione. Parallelamente, sarà essenziale sostenere la domanda domestica di capitale attraverso il rafforzamento dei Pir, per orientare una quota maggiore del risparmio privato verso le small e mid cap italiane. 

L’attivazione di questi investitori istituzionali “rappresenta un potenziale punto di svolta per la liquidità del mercato, la stabilità dell’azionariato e la riduzione dello sconto valutativo strutturale che ancora caratterizza molte società di minore capitalizzazione rispetto ai benchmark europei” spiega Lambiase. Egm si conferma un pilastro strategico del mercato dei capitali italiano. Un numero sempre più elevato di società “utilizzano la quotazione per finanziare operazioni di M&A, costruire poli industriali attraverso strategie di aggregazione, rafforzare la propria struttura patrimoniale per sostenere piani di crescita dimensionale e accelerare il passaggio generazionale”. Lambiase però avverte: resta essenziale il rafforzamento di liquidità, coverage e presenza di investitori di lungo termine. “Per favorire un’efficiente allocazione delle risorse del Fondo di Fondi sulle Small Cap di Egm sarà inoltre necessario accrescere la dimensione degli emittenti, privilegiando IPO con raccolte di almeno 10 milioni di euro, sostenere la crescita attraverso operazioni di M&A e ampliare il flottante anche mediante aumenti di capitale” conclude. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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