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Mancata registrazione al portale o tardiva comunicazione degli ospiti in alberghi e alloggi: cinque denunce in Valdera

Controlli a tappeto della polizia sulle strutture ricettive del territorio. L'identificazione è un obbligo di legge fondamentale per la tutela della sicurezza pubblica

PONTEDERA – Giro di vite della polizia sulle strutture ricettive del territorio della Valdera. Nell’ambito di un piano mirato al potenziamento dei controlli del territorio e alla vigilanza sulle attività alberghiere ed extra-alberghiere, gli agenti della squadra amministrativa del commissariato di pubblica sicurezza di Pontedera hanno condotto, nelle ultime settimane, una serie di verifiche a tappeto che hanno interessato oltre venti strutture ricettive della zona.

L’esito dei controlli ha portato alla denuncia di cinque gestori alloggiativi, deferiti all’autorità giudiziaria per violazione della normativa di pubblica sicurezza. Nello specifico, la polizia ha riscontrato la violazione degli articoli 109 e 17 del Tulps (Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) a causa della mancata iscrizione al portale telematico dedicato o per l’omessa o tardiva comunicazione delle generalità delle persone ospitate all’interno delle strutture.

Dalla questura di Pisa si ricorda con fermezza che l’identificazione degli ospiti non rappresenta un semplice adempimento burocratico, ma un obbligo di legge fondamentale per la tutela della sicurezza pubblica di tutta la comunità. I gestori hanno infatti il dovere di verificare di persona i documenti d’identità in corso di validità al momento dell’arrivo del cliente e di trasmettere i dati tramite il portale ministeriale Alloggiati Web entro le 24 ore successive per i soggiorni prolungati. In caso di soggiorni ‘mordi e fuggi’, che si esauriscono nell’arco di un’unica giornata, la trasmissione dei dati deve invece avvenire con assoluta tempestività e comunque entro le sei ore dall’arrivo dell’ospite.

La trasmissione in tempo reale di queste informazioni consente alle forze dell’ordine di incrociare immediatamente i dati per il rintraccio tempestivo di soggetti ricercati, latitanti o clandestini, tutelando gli stessi operatori del settore e gli altri clienti. La questura evidenzia inoltre i pesanti rischi penali per i titolari delle strutture: in caso di omessa segnalazione di cittadini non in regola con le norme sul soggiorno o colpiti da provvedimenti di cattura, i gestori rischiano infatti di veder configurati a proprio carico reati gravissimi come il favoreggiamento personale o il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

© Riproduzione riservata

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