Un bilancio positivo per l’educazione alla salute nelle scuole delle Valli Etrusche. Nel corso dell’anno scolastico 2025/2026, l’Unità Funzionale Consultoriale Bassa Val di Cecina e Val di Cornia ha portato a termine 136 interventi formativi, coinvolgendo complessivamente 2.762 studenti. L’iniziativa, realizzata in sinergia con la UOC Educazione e Promozione della Salute dell’Azienda USL Toscana nord ovest, ha visto la partecipazione di 124 classi, spaziando dalle scuole primarie fino agli istituti superiori.
Il programma si è articolato su diverse fasce d’età, con percorsi mirati a rispondere alle esigenze di ogni grado di istruzione. Per i bambini delle quinte elementari, il progetto ‘Io cresco, tu cresci’ ha affrontato lo sviluppo psicosessuale con linguaggi adatti ai più piccoli, presentando al contempo i servizi offerti dal consultorio. Per gli studenti delle medie e dei primi anni delle superiori, il focus si è spostato su ‘Conosci il Consultorio?’, un percorso basato sul confronto diretto con ostetriche e psicologhe per discutere di affettività, relazioni, sessualità, prevenzione e disagio psicologico.
Un impegno particolare è stato dedicato agli studenti del Liceo Scientifico Fermi di Cecina. Per il terzo anno consecutivo, è stato attivato un progetto di formazione tra pari che ha coinvolto 46 ragazzi. L’obiettivo era duplice: prepararli a diventare promotori di salute per i propri compagni e stimolare una riflessione critica sui modelli estetici proposti dai media e sui loro effetti psicologici, attraverso il percorso denominato ‘Visti da fuori’.
I questionari di gradimento compilati dagli istituti hanno restituito un riscontro positivo, confermando l’efficacia del metodo utilizzato e un crescente interesse dei giovani verso le strutture consultoriali del territorio.
“I consultori rappresentano uno dei principali punti di riferimento per la promozione della salute, in particolare tra le giovani generazioni. Entrare nelle scuole significa costruire un rapporto di fiducia con ragazze e ragazzi, far conoscere servizi, professionisti e opportunità che il sistema sanitario mette loro a disposizione e favorire un accesso precoce e consapevole. Proprio la conoscenza dei servizi consultoriali è il punto di partenza per promuovere salute e prevenzione. I numeri, con un costante aumento degli accessi ai Consultori Giovani, confermano la validità del percorso intrapreso e ci incoraggiano a proseguire con ancora maggiore convinzione”, sottolinea Rosa Maranto, direttrice delle Attività Consultoriali dell’Azienda USL Toscana nord ovest.
“Le Valli Etrusche possono contare su una rete consultoriale diffusa e capillare, presente nei diversi territori e in grado di offrire servizi qualificati e facilmente accessibili ai cittadini. Portare i professionisti nelle scuole significa rafforzare ulteriormente questa rete, avvicinando i servizi ai giovani e favorendo una sanità di prossimità che sia sempre più vicina alle persone e sempre più accessibile. È un investimento sul benessere delle nuove generazioni che continueremo a sostenere con convinzione”, evidenzia Laura Brizzi, direttrice della Zona distretto Valli Etrusche.
“L’obiettivo dei progetti realizzati nelle scuole insieme all’Unità Funzionale Consultoriale – conferma Luigi Franchini, direttore dell’Educazione e Promozione della Salute – è fornire agli studenti conoscenze e competenze sui temi della salute riproduttiva, dell’educazione affettiva e sentimentale, della contraccezione, della prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili, della violenza di genere e della preservazione della fertilità, favorendo al tempo stesso la conoscenza dei Consultori Giovani e un accesso sempre più consapevole ai servizi. Ringrazio la direttrice Laura Brizzi, il dottor Alessio Mini, tutte le professioniste e i professionisti dell’Unità Funzionale Consultoriale, le dottoresse Nicoletta Cioli e Arianna Moretti, i dirigenti scolastici, gli insegnanti e i tanti studenti che hanno partecipato con entusiasmo. Solo attraverso una rete stabile tra sanità, scuola, famiglie e territorio possiamo costruire una vera cultura della prevenzione e della salute nelle nuove generazioni”.



