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Prada accelera e apre nuovo ciclo crescita, riflettori su Versace

(Adnkronos) – Il Gruppo Prada apre la seconda metà del 2026 con la convinzione di aver imboccato “un nuovo ciclo di crescita”. Dopo un 2025 definito “straordinario”, il semestre appena chiuso conferma la capacità della casa di moda di continuare a crescere anche in un mercato del lusso sempre più selettivo e in uno scenario segnato da tensioni geopolitiche e incertezza macroeconomica. La strategia, spiegano i vertici, resta la stessa: consolidare la crescita di Prada, accompagnare Miu Miu verso un ritmo più sostenibile dopo l’exploit degli ultimi anni e costruire il rilancio di Versace. Sullo sfondo, un appuntamento simbolico per il gruppo: l’apertura a settembre del nuovo spazio Prada in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano, destinato, nelle parole dell’amministratore delegato Andrea Guerra, a diventare “il cuore pulsante del mondo Prada”. 

Nei primi sei mesi dell’anno, i ricavi netti hanno raggiunto 3,048 miliardi di euro, in crescita del 16% rispetto allo stesso periodo del 2025 (+5% a cambi costanti), con un secondo trimestre che ha accelerato al +7% organico. L’utile netto si è attestato a 327 milioni di euro (+10,7%), mentre l’Ebit adjusted è salito a 530 milioni, pari a un margine del 17,4%. La generazione di cassa ha consentito al gruppo di chiudere il semestre con un indebitamento netto di 693 milioni di euro, dopo dividendi per 403 milioni e investimenti per 247 milioni. “In uno scenario geopolitico e macroeconomico turbolento abbiamo continuato a eseguire la nostra strategia con rigore -ha commentato il presidente e amministratore esecutivo Patrizio Bertelli -. Il costante impegno verso l’eccellenza del prodotto, supportato da artigianalità e creatività, ci ha consentito di raggiungere 22 trimestri consecutivi di crescita organica”. Un risultato che, ha aggiunto, non modifica l’approccio del gruppo: “Il contesto rimarrà incerto, dobbiamo rimanere agili e innovare costantemente, mantenendo un equilibrio tra disciplina nel breve termine e visione di lungo periodo”. 

Il canale retail continua a rappresentare il principale motore del business, con vendite in aumento del 12% (+3% organico). Dopo un primo trimestre cresciuto dell’1% a cambi costanti, il secondo ha registrato un’accelerazione al +5%. A trainare il semestre è soprattutto Prada, che mette a segno un incremento delle vendite retail del 3,3%, accelerando al 6,3% nel secondo trimestre grazie al miglioramento diffuso in tutte le aree geografiche, in particolare Americhe, Giappone e Asia Pacifico. La crescita è stata sostenuta dalle vendite like-for-like e a prezzo pieno, dall’acquisizione di nuovi clienti e da un’offerta dinamica in tutte le categorie. “Da gennaio abbiamo osservato un’accelerazione di tutti i principali indicatori di performance: acquisizione di nuovi clienti, diffusione geografica e prezzo medio”, ha spiegato Guerra, sottolineando che il rallentamento del Medio Oriente ha sottratto circa un punto percentuale alla crescita del marchio nel secondo trimestre. 

 

Più fisiologica la dinamica di Miu Miu, che dopo il +40% registrato un anno fa chiude il semestre con una crescita del 2,5%, mantenendo nel secondo trimestre un andamento stabile (+2,6%) nonostante una base di confronto molto elevata e l’impatto del conflitto in Medio Oriente. “La normalizzazione è ancora in corso ma il marchio continua a godere di una fortissima desiderabilità”, ha osservato Guerra. “Non cercheremo scorciatoie”. Il gruppo conta inoltre sulla nuova collezione completa di pelletteria per sostenere la crescita nella seconda parte dell’anno. Per Versace, entrata nell’orbita del gruppo, il semestre si chiude in linea con le aspettative, con ricavi pari a 305 milioni di euro. “Abbiamo lavorato intensamente su organizzazione, sinergie, ottimizzazione dei costi e definizione del percorso strategico”, ha detto Guerra, definendo l’ingresso del direttore creativo, Pieter Mulier, dal primo luglio, “l’inizio di un nuovo capitolo”. Il presidente esecutivo di Versace, Lorenzo Bertelli, ha confermato che la strategia retail resta una priorità, insieme alla razionalizzazione della rete distributiva. Nei prossimi dodici mesi sono previste sia aperture sia chiusure, con una riduzione complessiva di circa dieci negozi per privilegiare location più strategiche, mentre dal 2028 il gruppo tornerà a valutare nuove opportunità di espansione. 

Sul fronte geografico, l’Asia Pacifico si conferma il principale mercato di crescita con ricavi in aumento del 15% (+6% organico), sostenuti dal miglioramento di Prada e dalla robusta performance di Miu Miu. Le Americhe registrano l’incremento più marcato (+37% riportato, +17% organico), grazie soprattutto alla domanda locale, mentre il Giappone cresce del 6% (+2% organico), beneficiando sia della clientela domestica sia dei flussi turistici. Più complessa la situazione in Europa, dove i ricavi aumentano del 5% ma risultano in calo del 4% su base organica, sebbene il secondo trimestre mostri un miglioramento grazie alla ripresa della domanda locale e del turismo. Il Medio Oriente è invece penalizzato dal protrarsi del conflitto, con una contrazione del 24%, anche se la domanda locale ha mostrato segnali di recupero nel corso del trimestre. Per Guerra il 2026 segna l’avvio di una nuova fase di sviluppo. “L’obiettivo è garantire una crescita costante e solida per Prada, una crescita per Miu Miu più normalizzata ma comunque significativa e aprire un nuovo capitolo per Versace”. Una strategia che guarda soprattutto ai clienti di fascia più alta, “che oggi trainano il mercato ancora più di quanto accadesse in passato”, senza perdere di vista le nuove generazioni.  

“Quando si parla di marchi le parole chiave sono due: credibilità e desiderabilità”, ha affermato il manager. “Essere credibili significa aver già svolto metà del lavoro, essere desiderabili rappresenta l’altra metà”. In questa direzione si inserisce anche l’apertura, prevista per metà settembre, del nuovo spazio Prada in Galleria Vittorio Emanuele II a Milano. Il progetto, sviluppato su più livelli, riunirà boutique uomo e donna, Marchesi 1824, Osservatorio Fondazione Prada, un ambiente privato per i clienti e una mostra dedicata alla storia del marchio. “Sarà il luogo in cui accogliere amici e clienti provenienti da tutto il mondo, offrendo un’esperienza immersiva capace di raccontare l’universo Prada ben oltre la moda”, ha assicurato Guerra. Il gruppo guarda con prudenza alla seconda parte dell’anno. L’ultima settimana di giugno e le prime due di luglio sono state più soft del previsto “ma successivamente siamo tornati a un buon ritmo di crescita”, ha garantito il top manager, precisando che l’evoluzione del contesto internazionale continuerà a influenzare il mercato. La Cina resta il mercato più difficile da interpretare per volatilità della domanda ma anche quello nel quale Prada vede il maggiore potenziale di conquista di quote di mercato. (di Federica Mochi) 

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