(Adnkronos) – È stata una settimana caratterizzata da un clima d’attesa e da un’elevata volatilità sui mercati finanziari quella appena conclusasi. Tra l’avvio della stagione delle trimestrali aziendali e l’attenzione rivolta all’evoluzione geopolitica in Medio Oriente, Piazza Affari ha subito scosse d’assestamento e allunghi rialzisti. Il Ftse Mib ha terminato la settimana superando di poco la quota dei 51.800 punti, trovando la forza di chiudere l’ultima seduta in positivo (+0,95%) grazie allo sprint del comparto bancario, pur registrando un bilancio settimanale di cauta stabilizzazione.
Bancario che ha guidato il listino milanese. Unicredit, Intesa Sanpaolo, Bper e Mps si sono confermati colonne portanti di Piazza Affari. A guidare gli acquisti nell’ultima seduta di contrattazioni è stata Bper, che ha messo a segno un progresso del +2,75%, spinta dall’interesse legato ai riassetti del comparto e da forti flussi istituzionali. Segue a breve distanza Intesa Sanpaolo (+2,50%), sostenuta dalle ottime aspettative sulla tenuta del margine di interesse netta e sulla consueta generosità della politica di remunerazione dei soci. Riaffiora la fiducia anche su UniCredit (+1,53%) post-conti, mentre il mercato continua a monitorare con favore il dossier Commerzbank. In scia positiva anche Banca Monte dei Paschi di Siena (+2,14%), sostenuta dalla percezione di un progressivo e strutturale miglioramento della qualità dell’attivo. Rialza la testa anche Maire, premiata dagli acquisti a seguito dell’assegnazione da parte della controllata Tecnimont di una maxi-commessa da 1,3 miliardi di euro in Argentina per un nuovo impianto di fertilizzanti di grandi dimensioni.
Tra i segmenti megno performanti della settimana l’industriale e il tecnologico. Sull’onda delle trimestrali, il crollo peggiore lo ha subito Stmicroelectronics, travolta da un’ondata di vendite giovedì 23 luglio che hanno fatto sprofondare il titolo a -17,70%, con un ulteriore cessione del 2,41% in chiusura dell’ultima seduta. A deludere gli investitori è stato il quadro prospettico sul settore dei semiconduttori. Giornata difficile anche per Poste Italiane (-3,65%), nonostante la semestrale abbiamo mostrato ricavi e utile superiori alle stime, il mercato. Sotto pressione il settore delle telecomunicazioni con Telecom Italia (-2,67%), condizionato dai timori sulla concorrenza di settore e sul riassetto societario, e il comparto energetico, con Eni e Tenaris in sofferenza per il proseguire delle tensioni in Medio Oriente.
Il primo semestre 2026 si è confermato un periodo record per i mercati finanziari italiani. Secondo i dati della Consob, la capitalizzazione complessiva a fine giugno ha raggiunto un nuovo massimo storico, 1.209 miliardi di euro, in crescita del 12,3% rispetto a fine 2025. Stabile crescita anche per il Ftse Mib, +15%, la performance migliore tra le grandi borse europee, e che ha permesso di battere il precedente record risalente a marzo del 2000. Sullo sfondo di questi primati, però, resta una Borsa Italiana in contrazione: il mercato principale Euronext Milan (Exm) continua a non registrare alcuna Ipo e l’Euronext Growth Milan (Egm), il mercato di crescita per le pmi, fa registrare il record storico di delisting netti, cioè il saldo tra ammissioni e revoche.
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