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Milano-Cortina, Cacciapaglia e la musica per i Giochi: “Mondo può ancora risvegliare bellezza”

(Adnkronos) – E’ stato sommerso da una valanga di messaggi “che devo ancora leggere, perché ieri abbiamo finito alle 3 del mattino” confessa Roberto Cacciapaglia, compositore e pianista, che ha diretto e composto il gran finale musicale della cerimonia di apertura dei Giochi di Milano Cortina. Con ‘Olympia’ Cacciapaglia ha firmato il momento più simbolico dell’apertura delle Olimpiadi Invernali 2026: un racconto musicale che attraversa pianoforte, orchestra, voce ed elettronica, fino alla celebrazione finale con i bracieri olimpici. “Con Marco Balich (il direttore creativo della cerimonia, ndr) ci conosciamo da molti anni, abbiamo fatto tante cose insieme – racconta all’AdnKronos Cacciapaglia – tra cui l’Albero della Vita. Mi ha proposto questo lavoro e mi è sembrato molto interessante, molto bello. Da lì sono partito”. 

Nessun vincolo, se non quello di restare fedeli allo spirito olimpico. “Massima libertà creativa + assicura – mi ha raccontato i temi di questa cerimonia: l’armonia, la pace, cose molto profonde che corrispondono molto con la mia musica e con la mia visione”. Da qui ha preso forma il poema sinfonico in quattro movimenti che ha accompagnato l’arrivo, il viaggio e l’ascesa della fiamma olimpica. “Il componimento parte dall’arrivo della fiamma, poi dal viaggio mano per mano nei tedofori, fino all’accensione dei braceri e ai fuochi finali” spiega il maestro. Anche dal punto di vista musicale, il percorso ha seguito un’evoluzione precisa: “Si apre col pianoforte, che è un microcosmo intimo, come la nascita della fiamma. Poi la musica passa all’orchestra durante il viaggio e arriva alla grande forma sinfonica quando c’è l’ascesa dei braceri, con l’entrata della voce”. 

Non una voce lirica tradizionale ma ispirata alla musica sacra: “Un simbolo di purezza, di luminosità, di luce. È proprio l’idea della fiamma” dice ancora Cacciapaglia. ‘Olympia’ è stato eseguito dalla Royal Philharmonic Orchestra e registrato agli Abbey Road Studios di Londra, unendo scrittura sinfonica e visione contemplativa in dialogo con i valori originari dei Giochi Olimpici. Al centro del progetto c’è anche il brano ‘The Future’, definito dallo stesso Cacciapaglia “il punto, il centro simbolico di tutto il lavoro”, destinato a finire in un Ep che uscirà in digitale lunedì prossimo e intitolato ‘Olympia – Symphonic Cycle in 4 Movements’, insieme ad altre tre tracce: ‘Fiamme’, ‘Times’ e ‘Final Celebration’. La musica continuerà inoltre a vivere anche oltre la cerimonia inaugurale. Dal 7 al 22 febbraio, all’Arco della Pace, ogni giorno dalle 17 alle 23, allo scoccare di ogni ora, il braciere olimpico si animerà con uno show fatto di luce, suono ed emozione. “Questo lavoro verrà perpetuato ogni ora – racconta – ed è un modo per tenere viva la fiamma, il suo significato”. 

Il cuore del progetto è trasformare la fiamma in un simbolo di futuro, pace e consapevolezza. “Il mondo può ancora risvegliare la bellezza e tutto quello che di buono c’è nell’essere umano – osserva – e la musica e il suono hanno questo grande potere”. Per Cacciapaglia, “quando lavori con coscienza, con attenzione, con presenza, allora la vibrazione entra. La mia musica non parte dalla mente, parte dall’emozione”. Un’emozione che, “è come un raggio di sole che entra in una stanza buia – aggiunge -. Anche se è stata buia per millenni, basta un attimo”. Da qui il legame con la tradizione olimpica: “Nell’antichità le Olimpiadi fermavano le guerre, c’era la tregua olimpica. Avevano questa forza”. 

La cerimonia a San Siro ha rappresentato anche un momento personale: “Da bambino venivo qui a vedere le partite – sottolinea -. Rivedere lo stadio così è stato emozionante”. Ma soprattutto lo ha colpito la risposta del pubblico: “Mi sono emozionato vedendo la gioia delle persone, questo desiderio di bellezza, di condivisione”. I messaggi ricevuti dopo l’evento sono stati centinaia, soprattutto sui social ma per lui il vero valore resta lo scambio umano: “Non è un dare a senso unico, è un rapporto di scambio. La bellezza è sentire che la musica può suscitare uno spazio interiore”.  

Un concetto che si lega alla sua lunga ricerca sull’armonia: “Pitagora diceva che l’universo è sorretto dai suoni armonici. L’armonia è uno stato interiore: se non sei in armonia con te stesso, non puoi esserlo con il creato”. E davanti alla musica, le differenze si annullano: “In Cina, in America, in Italia, il pubblico è uguale. Le differenze si stemperano. Davanti all’arte non esistono più”. Per Cacciapaglia, la cerimonia di Milano Cortina ha rappresentato proprio questo: una voce unica, portatrice di un messaggio di pace. “Non ci sono più tante fiammelle, ma un’unica fiamma. Come nell’oceano, non sei più la goccia, sei l’oceano”. (di Federica Mochi) 

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