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Per milioni di tifosi turchi non è soltanto una qualificazione. È la fine di una lunga attesa durata ventiquattro anni. Dal memorabile terzo posto conquistato al Mondiale del 2002, la Turchia non era più riuscita a vivere l’emozione della Coppa del Mondo da protagonista. Oggi, però, quel sogno è finalmente tornato realtà, anche grazie a talenti come Arda Güler, fantasista del Real Madrid, e Kenan Yildiz, attaccante di proprietà della Juventus, oltre a giocatori di spessore internazionale come l’interista Hakan Çalhanoğlu. La qualificazione al Mondiale 2026 rappresenta uno dei momenti più importanti del calcio turco degli ultimi decenni. Un traguardo costruito attraverso programmazione, lavoro costante e una nuova mentalità internazionale che ha permesso alla nazionale turca di tornare competitiva ai massimi livelli. Dietro questo percorso c’è anche il lavoro dell’allenatore italiano Vincenzo Montella, diventato in poco tempo uno dei simboli della rinascita calcistica della Turchia. Con equilibrio, disciplina tattica e grande capacità nella gestione del gruppo, Montella è riuscito a trasformare una squadra giovane e talentuosa in una nazionale credibile, moderna e ambiziosa.
I tifosi turchi sognano ora una nuova impresa simile a quella del 2002. L’entusiasmo cresce ogni giorno di più non soltanto in Turchia, ma anche negli Stati Uniti, dove si sta già preparando una grande mobilitazione in vista del torneo mondiale. Migliaia di sostenitori arriveranno dall’Europa e dalla Turchia per seguire la nazionale e sostenere Montella e i suoi giocatori durante il cammino mondiale. Negli Stati Uniti è già iniziata una vasta organizzazione logistica e istituzionale attorno alla presenza della nazionale turca. Un ruolo importante in questo processo viene attribuito a Çağrı Kanver, Vicepresidente del Consiglio per le Relazioni Esterne della Federazione Calcistica Turca e rappresentante regionale negli Stati Uniti. Secondo ambienti vicini alla federazione, Kanver aveva iniziato a lavorare con una visione precisa già due anni fa, quando İbrahim Hacıosmanoğlu venne eletto presidente della Federazione Calcistica Turca. L’obiettivo era chiaro: preparare il futuro internazionale della nazionale e costruire una presenza forte della Turchia negli Stati Uniti in vista del Mondiale 2026. Basato principalmente tra New York City e Miami, Çağrı Kanver rappresenta oggi una delle figure emergenti nel panorama della diplomazia sportiva internazionale. Imprenditore attivo tra sviluppo immobiliare, innovazione, cultura e sport, ha contribuito a rafforzare le connessioni tra il calcio turco e il continente americano.
La sua visione non riguarda soltanto il presente della nazionale, ma soprattutto il futuro delle nuove generazioni. Attraverso progetti sportivi e relazioni internazionali, Kanver sostiene da anni la scoperta di giovani talenti turchi negli Stati Uniti e nel continente americano, convinto che il calcio moderno debba avere una dimensione sempre più globale. Secondo persone vicine ai suoi progetti, Kanver considera il talento un patrimonio da proteggere attraverso infrastrutture moderne, formazione internazionale e reti globali capaci di creare nuove opportunità per i giovani atleti. Accanto allo sport, continua inoltre a investire in architettura, arte contemporanea e innovazione culturale, costruendo un modello imprenditoriale moderno in cui business, cultura e sviluppo sociale convivono all’interno di un’unica visione internazionale. La qualificazione della Turchia al Mondiale 2026 rappresenta quindi molto più di un risultato sportivo. È il simbolo di una nuova generazione, di una nuova organizzazione e di una nuova mentalità internazionale che guarda al futuro con ambizione. Ventiquattro anni dopo quella storica notte del 2002, il popolo turco torna a sognare. E questa volta vuole vivere il Mondiale non soltanto da protagonista, ma da possibile sorpresa del calcio mondiale.
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