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Ruben Amorim non è più l’allenatore del Manchester United. Il tecnico portoghese è stato esonerato dalla panchina dei Red Devils dopo il pareggio per 1-1 rimediato in trasferta contro il Leeds, che è valso il sesto posto in Premier League a -2 dal Liverpool quarto in classifica. “Ruben Amorim ha lasciato il suo ruolo di capo allenatore del Manchester United”, ha scritto il club nel comunicato con cui ufficializzava l’esonero.
“Ruben è stato nominato nel novembre 2024 e ha guidato la squadra a una finale di UEFA Europa League a Bilbao a maggio (persa contro il Tottenham, ndr). Con il Manchester United sesto in Premier League, la leadership del club ha preso a malincuore la decisione che è il momento giusto per apportare un cambiamento”, ha spiegato la società, “questo darà alla squadra la migliore opportunità del più alto traguardo possibile in Premier League”.
“Il club vorrebbe ringraziare Ruben per il suo contributo al club e gli fa gli auguri per il futuro”, si legge nel comunicato. A guidare la squadra nel turno infrasettimanale di mercoledì 7 gennaio contro il Burnley sarà Darren Fletcher.
Oltre a risultati giudicati scadenti dalla dirigenza del Manchester United, dietro l’esonero di Ruben Amorim ci sarebbe però anche altro. Il rapporto tra la società e il tecnico portoghese si è incrinato negli ultimi mesi, nonostante i dirigenti inglesi avessero espresso a più riprese la loro fiducia nell’operato dell’ex Sporting Lisbona.
A pesare però sono state anche le parole, molto dure, pronunciate da Amorim dopo il deludente pari contro il Leeds, che spiegherebbero quindi la tempistica dell’esonero: “Sono venuto qui al Manchester United per fare il manager, non soltanto l’allenatore”, aveva detto in conferenza stampa, “questa cosa deve essere chiara, e deve essere chiaro che sarà così per i prossimi 18 mesi, o fino a quando la società non deciderà di cambiare”. Un messaggio che, evidentemente, non è stato gradito a Old Trafford.
A Manchester, quindi, è già partito il toto-nome per sostituire Amorim sulla panchina dello United. In cima alla lista della dirigenza, come ormai da qualche anno, sembra esserci Zinedine Zidane, ancora libero dopo l’addio al Real Madrid ma in attesa, o almeno così sembrerebbe, che si liberi il posto come ct della Francia.
Un altro nome forte è quello di Enzo Maresca, che ha appena lasciato il Chelsea per attriti con la dirigenza, dopo averlo riportato in Champions League e a vincere trofei come la Conference e il nuovo Mondiale per Club. Piace il profilo di Iraola, tecnico del Bournemouth, così come quello di Oliver Glasner del Crystal Palace. Più distanti le piste che portano a Xavi e Gareth Southgate.
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