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Meloni in Senato: “Tensioni geopolitiche incidono su crescita. Porte aperte a chi vuole collaborare”

(Adnkronos) – “E’ chiaramente un momento che non è facile e dovrebbe esserci meno spazio per la polemica e più spazio per un confronto”. A dirlo, durante il premier time in Senato e rispondendo al leader di Azione Carlo Calenda, è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. 

“La situazione nella quale noi ci troviamo – ha spiegato -, il fatto che ci sia un quadro economico internazionale particolarmente complesso e che le tensioni geopolitiche che noi continuiamo a vivere incideranno, come già stanno incidendo sulla crescita, sui costi energetici sulla competitività delle imprese sul potere d’acquisto delle famiglie”. 

Le ”porte del governo sono sempre aperte quando c’è la voglia di confrontarsi nel merito di questioni che in ogni caso impattano su ciascuno di noi. Rispetto alla proposta di una cabina di regia” a Palazzo Chigi aperta alle forze di opposizione disponibili per affrontare le priorità strategiche del Paese ”io sarei anche disponibile ma, senatore Calenda, le devo ricordare che quando finora abbiamo provato a fare delle proposte in questo senso, la risposta da parte della stragrande maggioranza dei partiti dell’opposizione non è stata di disponibilità”, ma hanno detto che si trattava di una “passerella…”, ha continuato. 

“Ricordo – ha sottolineato Meloni – uno degli ultimi casi, all’inizio del conflitto in Iran. Dissero che volevamo organizzare una sorta di passerella. Da parte mia, non c’è alcuna volontà di organizzare passerelle. Se le posizioni delle forze di opposizione oggi fossero diverse, le mie porte sarebbero ancora aperte. Sono in ogni caso aperte -ha ribadito- per chiunque abbia voglia di mettere da parte l’interesse di partito per l’interesse nazionale”. 

“Quello che noi intendiamo fare in questo ultimo anno di governo è continuare la strategia che abbiamo messo in campo, che era fatta sul piano economico sostanzialmente da tre scelte fondamentali: da una parte quella di rafforzare i salari e il potere d’acquisto, dall’altra quella di incentivare le aziende che assumevano e che investivano e in più la scelta che è anche economica, di sostenere le famiglie e la natalità”, ha poi continuato indicando gli obiettivi di governo per la fine della legislatura. 

 

”Il tema dei salari è molto serio. E’ stato raccontato con molti slogan, diverse fake news… Noi abbiamo sentito anche ora in Aula, in particolare dal senatore Renzi, e lo risentiremo molte altre volte, che in Italia i salari hanno perso 7 punti dal 2021. Bene, solo che chi lo sostiene, è lo stesso che governava tra il 2021 e il 2022 quando l’inflazione è esplosa, i salari reali hanno perso oltre 8 punti e mezzo, cioè quando questo calo si è accumulato. Noi siamo partiti da qui, ci abbiamo lavorato e i salari hanno ripreso gradualmente a crescere più dell’inflazione”, ha quindi assicurato la premier. 

“Con l’ultimo decreto lavoro, abbiamo stabilito che possono accedere agli incentivi pubblici per le assunzioni solamente quelle imprese che applicano un salario giusto, dove per salario giusto si intende il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative. È una strada diversa da quella del salario minimo legale che viene invece proposta dalle opposizioni, che però, come dimostra ad esempio il caso della Puglia, dove è stato applicato il salario minimo, rischia di diventare una soglia al ribasso piuttosto che una tutela in più”, ha aggiunto. 

 

”Entro l’estate sarà approvata la legge delega” sul nucleare, ha poi annunciato Meloni durante il premier time del Senato. 

 

Con il Pnrr “ad oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane, al 31 marzo ’26 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari, direi che abbiamo fatto un buon lavoro”, dice ancora la premier. 

 

 

“Senatore De Cristofaro – ha poi risposto Meloni – lei ha ragione quando dice che la migrazione giovanile in Italia è diventata un fenomeno strutturale. E’ una questione seria che chiaramente nessuno sottovaluta e nessun governo negli ultimi decenni è riuscito a invertire”. 

 

Quindi il botta e risposta con Matteo Renzi: “Lei, presidente – ha detto il leader Iv -, mi sembra una copia sbiadita rispetto all’inizio della legislatura. Lei ha perso un referendum costituzionale e si è dimessa, è stata sedotta e abbandonata da Trump, ha una maggioranza incapace di rispettare le critiche delle opposizioni. Lei è un’altra rispetto a quattro anni fa”.  

“Di fronte” alla crisi di “Hormuz la proposta è la legge elettorale”. Ed è “incredibile come questo governo dei leader, quando c’è un problema, si licenziano i sottoposti. Se c’è uno come Giuli al governo, è colpa sua. Se anziché un governo sembra la famiglia Addams, non è colpa mia, li avete scelti voi”, le parole di Renzi. 

Pronta la replica della premier: “Si invoca la presenza del presidente del Consiglio in Aula praticamente ogni giorno per potersi confrontare sui temi della politica e ogni volta che si viene qui al netto di accuse e insulti c’è oggettivamente poco di cui parlare”. 

 

politica

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