(Adnkronos) –
Via libera all’unanimità dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori, presieduta dal senatore Andrea De Priamo, alla relazione “Emanuela Orlandi, Mirella Gregori e la pista delle ragazze scomparse”. Si tratta di una prima relazione tematica che sostanzialmente ‘scarta’ questa pista legata a una “presunta criminosa regia- ha ricordato De Priamo durante la seduta dell’organismo parlamentare – che riconduceva alla scomparsa di Emanuela Orlandi e di Mirella Gregori anche quella di altri numerosi mancati ritorni a casa di adolescenti di Roma e della provincia di Roma dall’81 all’83”.
“La Commissione proseguirà il lavoro su tutte le altre piste, molte delle quali sono già state oggetto di approfondimenti”, ha detto De Priamo. La relazione tematica è motivata dal fatto che “c’è un lavoro oggettivo e un riscontro chiaro e ineluttabile quindi siamo nella condizione di poter dire una parola finale su questa pista”. “Mi permetto di dire che, in alcuni casi come ad esempio la cosiddetta ‘pista di Londra’ siamo a mio avviso in grado di poter dire che Emanuela non è mai stata tenuta a Londra in un luogo religioso e che quelle mail a Pietro Orlandi probabilmente erano frutto di un inganno”, ha continuato De Priamo spiegando che la Commissione tuttavia non ha elaborato una relazione tematica sulla pista di Londra “perché effettivamente c’è ancora da approfondire” la questione dei cinque fogli.
“Era comprensibile, questa pista ci avrebbe portato indietro di 42 anni perché quella della tratta delle bianche è stata la prima presa in considerazione”, dice all’Adnkronos Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, che alla pista delle ‘ragazze scomparse’ non ha mai creduto: “No, non posso credere che Emanuela sia finita in un giro di prostituzione, portata all’estero e basta. E tutto il resto? L’atteggiamento del Vaticano? Non ha senso”. “Io non escludo che ci siano scomparse legate, purtroppo, al giro di prostituzione internazionale ma cio’ non riguarda questa vicenda – sottolinea- Io ho sempre ritenuto che quello di Emanuela sia stato un rapimento preparato nel tempo con un ricattatore e un ricattato. Sono convinto sia stata presa per uno scopo: per ricattare qualcuno ma il movente e i motivi del ricatto ovviamente ancora non si sanno”. “Iniziare a scartare alcune piste è positivo come atteggiamento della Commissione – conclude- Io mi auguro che la prossima pista che possa scartare e’ quella cosiddetta parentale: spero venga esclusa il prima possibile perché e’ stata indagata a fondo 42 anni fa. E non lo dico per difendere un parente, ma per difendere la verità e per non perdere tempo”.
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