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Strage Crans-Montana: fuori tutti

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Monsieur Moretti fuori dal carcere

su cauzione di 200mila franchi. Madame Moretti, che la notte di Capodanno si trovava all’interno del locale gestito dai coniugi a Crans-Montana teatro della strage in cui hanno perso la vita decine di ragazzini, dal carcere era già rimasta fuori.

Con un pericolo di fuga per monsieur Moretti che per la Svizzera non esiste pronti via, esiste invece il 9 gennaio giorno dell’arresto, e torna a non esistere più per il Tribunale delle misure coercitive di Sion il 23 gennaio, data della disposizione di libertà su cauzione.

Per 200 mila franchi si è venduta la giustizia in quel cantone”, è lapidario Tajani.

L’ambasciatore italiano fuori dalla Svizzera, richiamato a Roma, spiega il vicepremier Tajani sabato 24 gennaio “per decidere quali iniziative adottare. La magistratura cantonale è responsabile di un’inchiesta che fa buchi da tutte le parti. È partita in ritardo e ha permesso ai due principali responsabili, di tentare la fuga, di inquinare le prove, di accusare altre persone di responsabilità che sono loro. Se ci saranno altri responsabili, verranno accertati, ma la responsabilità oggettiva dei signori Moretti è chiara“.

L’ambasciatore Cornato richiamato a Roma non prima, rendiconta Tajani, di vedersi respinto l’incontro con la procuratrice generale Béatrice Pilloud: “Abbiamo detto anche al nostro ambasciatore di chiedere di incontrare immediatamente la procuratrice della magistratura cantonale. Lei ha negato l’incontro e questa è un’altra dimostrazione dell’atteggiamento della magistratura cantonale su questa vicenda“.

Fuori dal registro degli indagati sarebbero al momento eventuali responsabili di omessi controlli al locale, quelli dichiarati non fatti dal 2020 al 2025 nel mea culpa mediatico da sindaco e vicesindaca di Crans Montana. Ma anche eventuali responsabili di licenze e autorizzazioni concesse al locale gestito dai coniugi Moretti, al momento sarebbero gli unici iscritti nel registro degli indagati.

Fuori anche un procuratore straordinario per le indagini. Come informa la stampa svizzera, “L’ufficio del ministero pubblico competente si è riunito il 19 gennaio per valutare la richiesta di una delle parti per un procuratore straordinario, ma ha stabilito che non sussiste alcuna ragione né obiettiva, né giuridica per accogliere questa richiesta”.

Tajani, tra le azioni eventuali da intraprendere, rilancia: “Una proposta potrebbe essere quella di togliere l’inchiesta al cantone e affidarla alla magistratura in maniera straordinaria di un altro cantone”.

Un’Italia che con la premier Meloni e Tajani si dichiara indignata per la libertà su cauzione per Jacques Moretti: “Una decisione che rappresenta una grave offesa e una ulteriore ferita inferta alle famiglie delle vittime della tragedia di Crans-Montana e di coloro che sono tuttora ricoverati in ospedale”.

E Tajani: “Io sono iper garantista, ma qui è come se fosse stato colto in fragrante, perché lui e la moglie sono i proprietari del locale, sono responsabili di ciò che è accaduto”.

“Come l’Italia, anche la Svizzera piange le 40 vittime e i tanti feriti della tragedia di Crans-Montana. Capiamo il dolore, perché è anche il nostro dolore. Vogliamo chiarezza. Seguiamo con attenzione il lavoro della giustizia del canton Vallese. Ne ho discusso oggi con il collega Antonio Tajani e abbiamo ribadito la volontà di Svizzera e Italia di sostenersi reciprocamente in questa tragedia comune”. Scrive su X il ministro degli Esteri svizzero Ignazio Cassis sabato 24 gennaio.

Il presidente federale elvetico Guy Parmelin risponde al ministro degli Esteri italiani, Antonio Tajani: “Possiamo comprendere l’indignazione, ma in Svizzera abbiamo procedure diverse da quelle italiane. In Svizzera vige la separazione dei poteri e deve essere rispettata”.  “Se sono stati commessi errori, devono essere previste sanzioni. La politica non può interferire”.

In tutta questa indignazione per la libertà su cauzione per Jacques Moretti, ci sono passaggi non ancora resi noti nelle indagini svizzere. A partire da contenuti di eventuali perquisizioni ed eventuali sequestri di documentazioni e pc del Comune di Crans-Montana.

E ci sono decisioni da varare da parte dell’Italia, che, dopo l’incontro con i familiari delle vittime a Palazzo Chigi, parlò anche dell’ipotesi di coinvolgere Ue in un costituirsi parte civile.

Tajani: “Adesso valuteremo cosa fare, stiamo studiando con l’Avvocatura generale la Costituzione come parte civile, stiamo valutando iniziative anche di tipo giuridico, adesso parleremo con l’ambasciatore appena rientrerà in Italia per capire bene cosa si può fare”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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