LIVORNO – La crisi globale dell’automotive bussa alle porte di Livorno. Il futuro dello stabilimento Pierburg è a un bivio decisivo. Il gruppo tedesco Rheinmetall ha deciso di cambiare rotta: dismetterà le attività civili e automotive. Di conseguenza, la fabbrica livornese è ufficialmente in vendita, insieme ad altri due siti italiani.
La procedura corre veloce. La trattativa è già in una fase avanzata. L’azienda ha fatto sapere che ci sono due offerte vincolanti sul tavolo e l’intenzione è chiudere la partita a breve.
Uno scenario delicato che ha fatto scattare l’allerta in Regione. Il governatore Eugenio Giani e il consigliere per le crisi aziendali, Valerio Fabiani, stanno monitorando ogni passaggio. L’obiettivo è uno solo: evitare che la fretta si trasformi in un disastro sociale.
La posizione di Giani è netta. “Vogliamo allontanare qualsiasi ipotesi speculativa”, ha tuonato il presidente. La richiesta ai futuri acquirenti è precisa: servono piani industriali credibili e non operazioni di finanza creativa. La priorità assoluta è la salvaguardia dell’occupazione. Senza queste basi, la Regione si opporrà fermamente alla vendita.
Sulla stessa linea Valerio Fabiani, che invoca un ruolo attivo per le istituzioni. Non vogliono essere spettatori, ma attori al tavolo delle trattative. Il modello da seguire è quello della vertenza Magna, risolta positivamente grazie a un protocollo firmato al Ministero. Fabiani lancia un messaggio di apertura ma condizionato: “Se saremo di fronte a una solida operazione industriale, faremo la nostra parte”. In caso contrario, la Toscana è pronta a fare muro per difendere il lavoro e il territorio.



