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Ricerca medica, la Fondazione Telethon finanzia l’università di Pisa per un nuovo studio sulla sclerosi tuberosa

Importante traguardo scientifico toscano contro una grave patologia genetica. Esperti analizzeranno il sistema della serotonina ed i suoi effetti sul cervello

PISA – In prossimità della Giornata mondiale delle Malattie Rare, in calendario il prossimo 28 febbraio, la ricerca scientifica toscana registra un importante riconoscimento a livello nazionale. L’Università di Pisa è risultata infatti tra le otto realtà accademiche e sanitarie italiane ad aver intercettato i fondi stanziati dalla Fondazione Telethon, supportata dalle associazioni dei pazienti, nell’ambito del bando competitivo Fall Seed Grant 2025.

L’istituzione accademica beneficerà di un contributo pari a 50.000 euro, destinato a coprire un anno di indagini scientifiche. Il progetto è affidato al coordinamento del professor Massimo Pasqualetti, docente in forza al Dipartimento di Biologia dell’Ateneo. Le attività operative si svolgeranno all’interno del Laboratorio di Biologia Cellulare e dello Sviluppo, impiegando un team tutto al femminile composto dalle dottoresse Serena Nazzi e Sara Migliarini, dalle dottorande Marta Picchi e Giulia Gianni, e supportato dalla collaborazione della dottoressa Noemi Barsotti.

Al centro dello studio vi è la sclerosi tuberosa, una rara patologia di origine genetica innescata da specifiche alterazioni a carico della via di segnalazione mTOR. Sotto il profilo clinico, la malattia si manifesta tipicamente attraverso l’insorgenza di epilessia e la proliferazione di formazioni tumorali benigne in svariati organi.

A queste criticità si affianca un quadro di disturbi neuropsichiatrici spesso invalidanti, che spaziano dall’ansia all’aggressività, passando per impulsività e marcate difficoltà nella gestione delle relazioni sociali. Come evidenziato dallo stesso professor Pasqualetti, se per manifestazioni come l’epilessia la medicina odierna dispone di trattamenti efficaci, l’ambito delle alterazioni comportamentali e cognitive sconta tuttora l’assenza di terapie mirate.

L’indagine condotta dall’Università di Pisa mira a colmare questo vuoto terapeutico esplorando un tracciato finora marginalmente indagato in relazione a questa specifica patologia: il sistema della serotonina. Analizzando a fondo i meccanismi neurobiologici di questo neurotrasmettitore – cruciale per la regolazione della sfera emotiva e delle interazioni sociali – i ricercatori pisani puntano a comprendere l’origine esatta delle alterazioni comportamentali, con il duplice obiettivo di mapparne le dinamiche e di gettare le basi per future, e inedite, prospettive di cura.

© Riproduzione riservata

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