PISA – Le luci della pista dell’aeroporto militare di Pisa hanno illuminato l’epilogo di un lungo viaggio della speranza poco prima delle quattro di questa mattina, martedì 10 febbraio. Un C-130 dell’Aeronautica Militare è atterrato allo scalo toscano portando in salvo un gruppo di civili palestinesi, nell’ambito di una vasta operazione umanitaria Medevac scattata domenica scorsa.
A bordo del velivolo, decollato nel tardo pomeriggio di ieri da Eilat (Israele), viaggiava anche l’assessora regionale al diritto alla salute, Monia Monni. Il volo faceva parte di una flotta di tre aerei militari: mentre gli altri due mezzi si sono diretti verso gli scali di Ciampino e Linate, quello giunto a Pisa ha preso in carico i pazienti destinati alle eccellenze sanitarie della regione.
La Toscana si farà carico delle cure di quattro bambini, tutti in tenerissima età: si tratta di due neonati e due bimbi sotto i due anni di vita, accompagnati dai loro familiari. Tra le situazioni più critiche, quella di una neonata di meno di un mese, che è stata intubata direttamente a bordo dell’aereo durante la traversata e trasferita immediatamente all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze. La rete dell’accoglienza sanitaria regionale si è attivata subito: oltre al Meyer, i piccoli saranno ricoverati alle Scotte di Siena e all’Ospedale del Cuore di Massa (che ne accoglierà due).
Complessivamente, la missione coordinata dalla Presidenza del Consiglio – con la sinergia di Difesa, Esteri, Interno, Salute, Protezione Civile e Croce Rossa – ha portato in Italia 117 persone: 26 pazienti (per la maggior parte minorenni bisognosi di cure urgenti non più disponibili nella Striscia di Gaza) e 91 familiari tra genitori e fratelli. Per rendere meno traumatico il volo, un’associazione ha donato una sacca di peluche distribuita ai piccoli viaggiatori.
“È stato un viaggio difficile, ma bellissimo per la speranza che porta con sé”, ha commentato a caldo l’assessora Monni, sottolineando il ruolo cruciale dei sanitari e dei volontari toscani presenti a bordo. Sulla stessa linea il presidente della Regione, Eugenio Giani, che ha ribadito la vocazione solidale del territorio: “Non importa se a impedire le cure siano guerre o cataclismi, la Toscana è pronta ad allargare le braccia. Mettiamo la nostra eccellenza pubblica a disposizione di chi non può essere curato nel proprio Paese, ispirati dai principi di equità e accesso universale”.



