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PRATO – La mafia cinese esiste ed è forte. È quanto emerge dalla seduta della commissione antimafia approdata a Prato, che ha affrontato anche con il procuratore Luca Tescaroli il fenomeno.
Durante la visita a Prato la delegazione della commissione Antimafia ha incontrato il procuratore Tescaroli, la sostituta procuratrice Laura Canovai, la prefetta Michela La Iacona, il Questore Pasquale De Lorenzo, il comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Francesco Schilardi e il comandante provinciale della Guardia di Finanza, generale Enrico Blandini.
“Il procuratore capo Luca Tescaroli ha chiesto di secretare le sue dichiarazioni alla commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, oggi in visita a Prato per la prima volta, per indagini in corso nella nostra città”. A dirlo la deputata pratese di Fratelli d’Italia Chiara La Porta.
“La visita della commissione conferma che c’è una forte infiltrazione e un riconoscimento del 416 bis quindi di mafia cinese sul territorio pratese – dice – Un sistema che Fratelli d’Italia denuncia da anni e che, finalmente, oggi diviene il focus specifico di lavori di un’istituzione che sono solo all’inizio. Oggi è una giornata storica per Prato perché, per troppo tempo, questa realtà è stata, nella migliore delle ipotesi, trascurata ed ignorata. La commissione segna, attraverso il proprio lavoro specifico e dedicato, un ulteriore passo non solo nel contrasto al fenomeno della mafia cinese, ma è, al tempo stesso, parte della formalizzazione definitiva di questa realtà criminale”.
“Dai lavori di oggi a Prato della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniere, si evince, grazie a tutti coloro che sono stati auditi, un quadro peculiare e dettagliato del territorio che Fratelli d’Italia denuncia da anni”. Lo scrive in una nota il deputato e membro della commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e delle altre associazioni criminali, anche straniereFrancesco Michelotti.
“Il sistema mafioso cinese – dice Michelotti – non solo esiste, ma è radicato e consolidato nel tessuto economico sociale. Il focus che è stato fatto, a 360 gradi, che rappresenta solo l’inizio di un percorso importante; la prima volta a Prato della commissione, e non a Roma, è un primo passo significativo di un lavoro rispetto al quale Fratelli d’Italia non arretrerà di un millimetro. Abbiamo la massima fiducia nella magistratura: le indagini in corso infatti, sono la dimostrazione della ricerca e dell’accertamento della verità. Ringrazio per la massima sensibilità dimostrata la presidente della commissione Chiara Colosimo; il tempo dei fatti è oggi, quello delle chiacchiere è passato, come già dimostrato da strumenti normativi fortemente voluti dal governo Meloni, come quello relativo alle aziende ‘apri e chiudi’ che si sono rivelati preziosissimi, come è stato ribadito anche in sede di audizioni, si sono rivelati preziosissimi”.
“A Prato abbiamo toccato con mano l’esigenza di una risposta forte dello Stato ai problemi di criminalità e sfruttamento del lavoro. La visita di oggi della commissione Antimafia, voluta dal Partito Democratico, ha consentito di portare alla luce problematiche che riguardano la città che avevano già visto la presa di posizione del Procuratore capo di Prato Tescaroli e della sindaca Ilaria Bugetti. E’ emersa con forza la necessità di interventi per il contrasto delle infiltrazioni delle mafie cinesi dentro l’economia cittadina”. Lo dichiara la senatrice Enza Rando, responsabile legalità e lotta alle mafie del Pd, che ha fatto parte della delegazione della commissione parlamentare antimafia che si è recata a Prato.
“È necessario raccogliere il grido d’allarme del procuratore capo Tescaroli, appreso a più riprese a mezzo stampa, sulla saldatura tra criminalità italiana e mafia cinese – ha proseguito Enza Rando – e dotare la procura della dotazione organica che manca e degli strumenti giudiziari necessari”.
“Accanto al lavoro inquirente ci sono molti altri aspetti, emersi durante le audizioni di oggi, che non devono essere sottovalutati. Il fenomeno che caratterizza una parte dell’economia cittadina – prosegue la senatrice – è lo sfruttamento del lavoro. Da commissari raccogliamo l’appello al Governo per rafforzare la presenza di ispettori sul lavoro. Ma voglio fare anche un invito all’imprenditoria sana e alle parti sociali, serve un loro ruolo attivo per contrastare le illegalità diffuse ed il lavoro sommerso. Prato è uno dei poli produttivi più importanti della Regione e abbiamo il dovere di accompagnare tutte le istituzioni nel lavoro di contrasto alla criminalità”.