TERRANUOVA BRACCIOLINI – La lotta alla criminalità organizzata passa dalla riappropriazione degli spazi. Due immobili, un tempo simbolo dell’arroganza mafiosa della famiglia Priolo, sono stati trasformati in risorse preziose per la collettività di Terranuova Bracciolini. A certificare questo traguardo è stata la vicepresidente della Regione Toscana, Mia Diop, che questa mattina ha visitato la villetta Nencioni e il Capannone Valarioti nel corso del suo tour istituzionale sui beni sottratti ai clan.
Confiscati negli anni Novanta, i due edifici sono tornati a nuova vita nel 2023 grazie a un massiccio intervento finanziario della Regione. Con uno stanziamento di 450mila euro, il capannone è stato riconvertito in una rimessa per i mezzi comunali e in un archivio. Un secondo contributo di 260mila euro ha permesso di trasformare la villetta in un progetto sperimentale di cohousing sociale: gestita in collaborazione con la Fondazione Papa Giovanni Paolo II, la struttura offre oggi un tetto a persone e famiglie in grave emergenza abitativa.
Dopo il sopralluogo, il municipio ha ospitato un dibattito sulle strategie antimafia. L’incontro è stato l’occasione per ribadire l’importanza del Patto di Amicizia (siglato a giugno 2025 e illustrato dal sindaco di Reggello Piero Giunti) che unisce nove comuni del Valdarno a due realtà della Piana di Gioia Tauro: Polistena e Cinquefrondi.
La vicepresidente Diop ha elogiato il modello di Terranuova Bracciolini, sottolineando come l’applicazione della legge 109/96 sul riuso sociale dei beni sia il frutto di un lavoro di squadra tra istituzioni e cittadini. Un concetto condiviso dal sindaco Sergio Chienni, che ha celebrato la restituzione dei luoghi alla cittadinanza, e dal prefetto di Arezzo Clemente Di Nuzzo, il quale ha evidenziato come la trasformazione dei frutti di estorsioni e traffici illeciti in spazi di solidarietà sia il messaggio più potente che lo Stato possa inviare.
Nonostante i successi locali, la sfida regionale è ancora imponente. Pierluigi Ermini, referente territoriale di Libera e moderatore dell’evento, ha ricordato che in Toscana si contano circa 700 beni confiscati, molti dei quali in attesa di riqualificazione a causa della necessità di maggiori fondi nazionali.
All’evento, che ha visto la partecipazione di esponenti regionali e di Anci Toscana, il vero segnale di speranza è arrivato dalle nuove generazioni. La presenza del Consiglio comunale dei ragazzi, dei docenti dell’istituto Giovanni XXIII e dei giovani volontari dei campi antimafia “E!State Liberi” ha confermato un punto cruciale: la società libera dalle logiche criminali deve camminare sulle gambe dei più giovani.



