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Tragedia di Firenze, trovato corpo ultimo operaio. Sciopero nazionale

Cinque vittime crollo cantiere. Nardella: "Tragedia immane". Giani: "Toscana si stringe nel dolore". Mazzeo: "Faremo il possibile affinché tutto questo non accada mai più". Centinaia di vigili del fuoco al lavoro da inizio operazioni. A Firenze Landini, Cgil, e Bombardieri, Uil

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FIRENZE – Tragedia di Firenze, trovato corpo ultimo operaio. Sciopero nazionale.

E’ stato trovato martedi 20 febbraio sera dai vigili del fuoco il corpo della quinta vittima del crollo del cantiere Esselunga di via Mariti a Firenze.

Bouzekri Rachimi, 56 anni, di origine marocchina, residente a Palazzolo sull’Oglio, in provincia di Brescia, era l’ultimo operaio disperso.

Cinque operai morti e tre feriti è il tragico bilancio di via Mariti.

E oggi mercoledì 21 febbraio è sciopero nazionale. Proclamato da Cgil e Uil insieme alle categorie degli edili e dei metalmeccanici dopo la strage degli operai nel cantiere fiorentino.

A Firenze Maurizio Landini, segretario Cgil, e Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil.

Dario Nardella, sindaco di Firenze: “E’ stato individuato il corpo dell’ultimo operaio
disperso. I morti sono 5. Un dolore indescrivibile. Una tragedia immane. Grazie ai vigili del fuoco che hanno lavorato senza sosta per giorni in complesse operazioni di recupero”.

Eugenio Giani, presidente Regione Toscana: “Ritrovato il corpo senza vita dell’ultima persona dispersa sotto le macerie a Firenze. La Toscana si stringe nel dolore”.

Antonio Mazzeo, presidente Consiglio Regionale della Toscana: “Dopo oltre cento ore, i vigili del fuoco hanno ritrovato la quinta vittima del crollo del cantiere dell’Esselunga a Firenze. Grazie a chi ha lavorato incessantemente di notte e di giorno, la mia vicinanza e dell’intero Consiglio regionale va alla famiglia della vittima. Faremo il possibile affinché tutto questo non accada mai più”.

Grande e incessante lavoro dei vigili del fuoco. Dall’inizio delle operazioni, oltre al comandante provinciale, il vice comandante vicario e ai vari funzionari del comando di Firenze, si sono alternate diverse centinaia di unità di vigili del fuoco con varie specializzazioni: Usar (Urban Search And Rescue), Saf (Speleo Alpino Fluviale), Gos (Gruppo Operativo Speciale), Sapr (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto), Coem (Comunicazione in Emergenza), cinofili. Nelle giornate del 16 e 17 febbraio sono state impegnati 80 vigili del fuoco, mentre i giorni successivi circa 60.

Inchiesta della Procura di Firenze per omicidio plurimo

Oggo mercoledì 21 febbraio dunque è il giorno dello sciopero nazionale proclamato da Cgil e Uil insieme alle categorie degli edili e dei metalmeccanici dopo la strage degli operai nel cantiere fiorentino. I segretari generali Maurizio Landini e PierPaolo Bombardieri alla manifestazione a Firenze a partire dalle ore 16.30, nella zona del cantiere in via Mariti.

 

Lo sciopero riguarda le ultime due ore di ciascun turno per gli addetti di Fiom, Fillea, Uilm e Feneal, le altre categorie hanno programmato per la stessa giornata iniziative di mobilitazione e assemblee nei luoghi di lavoro. Presidi e manifestazioni territoriali in tutto il Paese.

“Basta parlare di cordoglio – affermano Cgil e Uil – è il momento che il Governo, le imprese e le loro associazioni di rappresentanza si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità. Mai più morti sul

Alla manifestazione a Firenze Maurizio Landini, segretario Cgil, e Pierpaolo Bombardieri, segretario Uil.

“I cinque operai morti nel cantiere per la costruzione di un supermercato Esselunga a Firenze hanno nomi, famiglie, storie. Come gli altri che ancora in questi giorni sono “caduti sul lavoro” più di 40 nei primi 15 giorni di febbraio”.

Basta parlare di cordoglio, è il momento che il Governo le imprese e le loro associazioni di rappresentanza, si assumano le responsabilità: massimo ribasso, appalti a cascata, mancanza di controlli, precarietà del lavoro sono conseguenze di scelte, non una fatalità!

Si è deciso di fare cassa togliendo le risorse per gli ispettori del lavoro e la medicina per la prevenzione sul territorio; deregolamentare la catena degli appalti, non intervenire sugli appalti privati, fino al punto che non si riesce a capire quali e quante ditte sono in un cantiere e di costringere le persone migranti a lavorare in clandestinità.

È stata ignorata la Piattaforma di Cgil, Cisl e Uil e si continua ad agire senza il confronto con chi è nei posti di lavoro.

Con la patente a punti oggi probabilmente quelle aziende non avrebbero potuto avere l’appalto Esselunga; con una congruità anche su tempi e modi di esecuzione ci sarebbe un limite allo sfruttamento del lavoro; con l’obbligo alla timbratura si saprebbe chi e quanto tempo lavora in un cantiere.

Vogliamo tutte le agibilità necessarie per gli RLS, RLST, delegati di sito alla sicurezza.

Vogliamo il ripristino della parità di trattamento negli appalti e la responsabilità dell’impresa committente.

Vogliamo l’applicazione dei CCNL del settore di riferimento, sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative, vogliamo la formazione obbligatoria prima di accedere nel luogo di lavoro.

Questi sono i cambiamenti necessari, altrimenti i richiami alla cultura della sicurezza sono frasi vuote. Vogliamo luoghi di lavoro sicuri senza il ricatto della perdita del lavoro e dei bassi salari. A partire dai cantieri.

Vogliamo l’apertura di un confronto vero il Governo su questi punti e su tutta la Piattaforma unitaria

“Mercoledì sarò a Firenze, insieme a Pierpaolo Bombardieri” alla manifestazione indetta per lo sciopero nazionale di due ore proclamato da Cgil e Uil, con le categorie degli edili e dei metalmeccanici, dopo il crollo del 16 febbraio. Lo ha detto Maurizio Landini, ospite di “L’aria che tira” su La7, ricordando che il corteo “si concluderà proprio davanti al cantiere”.

Sulla sicurezza sul lavoro l’ultimo incontro col governo è stato a luglio 2023 “abbiamo presentato una piattaforma unitaria poi non ci sono stati altri incontri” e con Calderone, dopo l’incidente di Firenze non c’è stato nessun contatto “sono mesi che non si fanno trattative”. Ha poi aggiunto il segretario generale della Cgil per poi richiamare una delle misure proposte nella piattaforma unitaria: la patente a punti per le imprese.

“Noi chiediamo la patente a punti che certifica che le imprese che si mettono in gioco per avere gli appalti non hanno avuto incidenti, che rispettano le regole: se non è cosi non devono essere nella condizione di lavorare, fino al ritiro della patente, ma finora il governo non l’ha introdotta, è una richiesta che stiamo avanzando da anni per i cantieri edili come Cgil Cisl e Uil”. Così “si premiano quelli seri e che non fanno lavoro nero, un elemento che aiuta anche la qualità delle opere”. Inoltre ha concluso Landini, bisogna introdurre nei cantieri un sistema di controllo elettronico su chi vi accede.

© Riproduzione riservata

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