FIRENZE – Toscana Produzione Musica 2026 si presenta con numeri in crescita e un programma diffuso che coinvolgerà 200 artisti e circa 100 eventi tra marzo e novembre. Concerti, produzioni e rassegne si svolgeranno tra Firenze, Pisa e altre città della Toscana, con iniziative che si inseriscono nel panorama della musica contemporanea e della sperimentazione artistica.
Il centro di produzione musicale, riconosciuto dal Ministero della Cultura, è stato fondato nel 2022 e in pochi anni ha già realizzato circa 400 eventi con oltre 300 artisti. Con il programma previsto per il 2026 il progetto entra nel secondo anno del nuovo triennio ministeriale, confermando un modello che punta sulla produzione di contenuti musicali originali e sulla costruzione di reti culturali sul territorio.
Alla guida del centro c’è il presidente Paolo Zampini, mentre la direzione artistica è affidata a Francesco Mariotti e Maurizio Busia. L’iniziativa è sostenuta dal Ministero della Cultura, dalla Regione Toscana e dalla Fondazione CR Firenze, che ne supportano lo sviluppo come infrastruttura culturale regionale.
Il calendario prevede eventi ospitati in diversi spazi culturali della regione, tra cui il PARC Performing Arts Research Centre di Firenze, il Met Jazz di Prato, la Città del Teatro di Cascina, l’Estate Fiesolana e il Pisa Jazz Festival. Le attività includono concerti, residenze artistiche e produzioni musicali che coinvolgono artisti italiani e internazionali.
Tra gli appuntamenti più attesi della stagione rientra Mixité – suoni e voci di culture antiche e attuali, rassegna ospitata al PARC di Firenze dal 15 marzo al 28 maggio. La manifestazione propone undici concerti in prima toscana, alcuni dei quali in esclusiva italiana, con appuntamenti la domenica sera alle 19.
La rassegna mette al centro l’incontro tra linguaggi musicali differenti, attraversando folk, jazz, elettronica, tradizioni mediterranee e asiatiche. L’obiettivo è costruire un dialogo tra culture e generazioni artistiche diverse, offrendo al pubblico un percorso sonoro che unisce radici tradizionali e sperimentazione contemporanea.
Il programma si apre il 15 marzo con il cantautore friulano Massimo Silverio, accompagnato dal percussionista Nicolas Remondino, con un progetto che intreccia sonorità acustiche e ricerca sonora. Il 22 marzo salirà sul palco Joachim Cooder, musicista statunitense che dialogherà con il chitarrista Adriano Viterbini in un concerto tra folk, roots e influenze soul.
Il 29 marzo sarà la volta del progetto Nawā, guidato dalla cantante e oudista Sarra Douik, che unisce jazz contemporaneo e tradizioni arabe e nordafricane. Il 12 aprile spazio a Maluf System, formazione che rilegge la tradizione musicale tunisina con strumenti e sonorità contemporanee.
Il 19 aprile andrà in scena Brulla, lavoro di teatro sonoro del compositore Francesco Giomi, dedicato al tema ambientale e alla trasformazione del paesaggio in Sardegna. Il 26 aprile i fratelli Duo Bottasso presenteranno un progetto che rielabora materiali sonori e immagini d’archivio legati al cinema delle origini.
Nel mese di maggio la rassegna proseguirà con il concerto del duo Gnut e Alessandro D’Alessandro il 3 maggio, dedicato alla reinterpretazione della tradizione musicale napoletana. Il 10 maggio sarà protagonista la cantante mongola Enji Erkhem, che unisce canto tradizionale e jazz contemporaneo.
Il 17 maggio salirà sul palco la cantautrice Marta Del Grandi, con un repertorio che intreccia jazz e pop internazionale. Il 24 maggio tornerà Nicolas Remondino con un progetto solista tra percussioni ed elettronica.
Gran finale il 28 maggio con l’ensemble internazionale Nist-Nah, guidato dal percussionista australiano Will Guthrie, che riunisce musicisti provenienti da diversi paesi in un progetto ispirato alle tradizioni ritmiche del Sud-Est asiatico.



