FIRENZE – L’Università di Firenze ha aperto il bando per l’assegnazione di borse di studio per studenti palestinesi, nell’ambito di un’iniziativa che coinvolge un’ampia rete di partner istituzionali e del terzo settore. In totale, quindici giovani provenienti da Gaza e dalla Cisgiordania potranno riprendere o completare il proprio percorso accademico in Italia.
Il progetto nasce da una campagna promossa da Unicoop Firenze e dalla Fondazione Il Cuore si scioglie, in collaborazione con l’Ateneo fiorentino, la Comunità Islamica di Firenze e Toscana, il Centro Internazionale Studenti Giorgio La Pira e la Fondazione Giovanni Paolo II. Alla campagna hanno aderito anche la Regione Toscana e l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario della Toscana (DSU Toscana). Tra dicembre e gennaio, la raccolta fondi ha superato i 305.000 euro.
Il bando prevede l’assegnazione di dieci borse destinate a studenti: otto per corsi di laurea triennale e due per lauree magistrali a ciclo unico. A queste si aggiungono cinque borse annuali riservate a ricercatori. Sul piano economico, l’Ateneo riconoscerà un contributo mensile di 400 euro per gli studenti e un sostegno annuale di 4.800 euro per i ricercatori.
Grazie alla rete di soggetti coinvolti, le borse di studio garantiranno anche vitto, alloggio, corsi di lingua italiana, supporto psicologico, copertura sanitaria, tutoraggio e abbonamento ai trasporti locali. La componente alloggiativa sarà gestita da DSU Toscana.
I risultati della campagna e i dettagli dell’iniziativa sono stati illustrati questa mattina presso la sede di Unicoop Firenze, alla presenza della rettrice Alessandra Petrucci, della presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze Daniela Mori, dell’imam di Firenze Izzedin Elzir, del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dei rappresentanti degli altri enti partner.
La rettrice Petrucci ha sottolineato come l’iniziativa si inserisca in una serie di azioni volte a sostenere il diritto allo studio e la continuità formativa per chi proviene da contesti di particolare fragilità, precisando che la collaborazione con i partner ha reso possibile tradurre i principi in interventi concreti.



