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Rifiuti, Ato Centro al bivio: differenziata record, ma mancano gli impianti per chiudere il cerchio

Raccolta selettiva al top, eppure esportiamo ancora troppi scarti. L'Autorità punta all'autosufficienza entro il 2035

SCANDICCI – La Toscana centrale si guarda allo specchio. L’immagine che ne esce è quella di un territorio virtuoso, capace di differenziare come pochi, ma ancora incompleto. Manca l’ultimo miglio: quello dell’autonomia impiantistica.

È questo il cuore del confronto andato in scena ieri al Castello dell’Acciaiolo. L’Ato Toscana Centro ha riunito sindaci, tecnici e parti sociali per gettare le basi del nuovo Piano d’Ambito. Non è un semplice documento burocratico. È la mappa che deciderà come gestiremo i rifiuti da qui al 2035 tra Firenze, Prato e Pistoia.

I numeri, illustrati dal direttore generale Dario Baldini, raccontano due verità. La prima è positiva: i cittadini rispondono alla grande. La raccolta differenziata è volata al 69,7% nel 2024, partendo dal 60% di sei anni fa. Ben 38 comuni su 65 hanno già sfondato il muro del 75%, anticipando gli obiettivi regionali del 2028. Merito del “porta a porta” e della tariffa puntuale (Taric), che hanno permesso di ridurre la produzione totale di spazzatura di quasi 70mila tonnellate in un triennio.

La seconda verità, però, è più scomoda. Il sistema ha una falla strutturale: esportiamo ancora troppi rifiuti. Nel 2024 sono finiti fuori ambito 46.000 tonnellate di residuo urbano e oltre 90mila tonnellate di scarti di lavorazione. Certo, passi avanti ne sono stati fatti. Il nuovo biodigestore di Montespertoli e l’ammodernamento degli impianti esistenti garantiscono l’autosufficienza sull’organico. Ma resta scoperto l’anello finale: mancano le strutture per trattare ciò che non si può riciclare.

La Regione è stata chiara. Bisogna rispettare i tempi e colmare il gap. Il mercato, da solo, non ha offerto soluzioni sufficienti per il recupero. Tocca quindi al pubblico pianificare. L’obiettivo è tassativo: ridurre la discarica sotto il 10% entro il 2035 e raggiungere la totale autosufficienza, privilegiando l’ammodernamento dell’esistente senza consumare nuovo suolo.

“Siamo davanti a scelte che non possono più essere rinviate”, ha avvertito Paola Galgani, presidente di Ato Toscana Centro. Per la vicesindaca di Firenze serve un salto di qualità culturale e industriale. “Dobbiamo trasformare la gestione dei rifiuti in un’attività capace di massimizzare il recupero di materia”. L’appello è alla responsabilità collettiva. I cittadini hanno fatto la loro parte, ora tocca alle istituzioni garantire un sistema che tenga insieme sostenibilità economica delle tariffe e qualità del servizio.

Il percorso è appena iniziato. L’Ato ha scelto la via della partecipazione, coinvolgendo sindacati, associazioni e imprese fin dalle prime battute. La sfida è complessa, ma la strada è tracciata: trasformare il rifiuto da problema a risorsa, restando padroni del proprio destino.

© Riproduzione riservata

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