FIRENZE – Massima resa con il minimo sforzo offensivo. È questa la sintesi del successo per 1-0 ottenuto dalla Fiorentina ai danni della Lazio. La sfida si è sviluppata su due binari nettamente contrapposti: da un lato l’enorme mole di gioco e i continui assalti portati dalla formazione ospite, dall’altro il cinismo assoluto della squadra toscana, capace di capitalizzare al massimo l’unica vera sbavatura avversaria e di erigere un fortino invalicabile per difendere il vantaggio.
L’avvio del match è stato un vero e proprio monologo di marca laziale. Nei primi dieci minuti, la retroguardia toscana è stata sottoposta a una durissima pressione, tenuta a galla solo dagli interventi provvidenziali di David de Gea. L’estremo difensore spagnolo si è subito esaltato tra il 3′ e il 4′ su Mattia Zaccagni e Matteo Cancellieri, ripetendosi al 10′ ancora su un tentativo di quest’ultimo.
Assorbita la tempesta iniziale e preso le misure al baricentro alto degli avversari, la Fiorentina ha saputo riorganizzare le idee affidandosi alle ripartenze. La svolta tattica e del tabellino è maturata al 28′: Jack Harrison ha pennellato un cross perfetto al centro dell’area, trovando il tempestivo inserimento di Robin Gosens. Il colpo di testa dell’esterno si è infilato chirurgicamente nell’angolino basso di destra, spezzando l’equilibrio. Prima del riposo, c’è stato tempo per un’ulteriore parata di de Gea su Zaccagni e per il primo cartellino giallo della gara, sventolato all’indirizzo del difensore fiorentino Daniele Rugani.
Al rientro in campo, la panchina della Lazio ha provato a rimescolare le carte inserendo Tijjani Noslin e Fisayo Dele-Bashiru. La mossa ha generato una nuova ondata offensiva, basata su ampiezza e sovrapposizioni, con Nuno Tavares e Patric che hanno provato a impensierire la porta avversaria tra il 52′ e il 54′. La Fiorentina, pur preferendo rintanarsi e assorbire il possesso palla altrui, non ha rinunciato a pungere: al 58′ Harrison è andato vicinissimo al raddoppio con una doppia conclusione ravvicinata, murata in extremis dalla difesa.
Il momento di massima tensione si è registrato intorno al 63′. La Lazio ha reclamato a gran voce la concessione di un calcio di rigore, ma l’arbitro, supportato dalla revisione delle immagini al VAR, non solo ha annullato la massima punizione, ma ha sanzionato Noslin con un’ammonizione per simulazione.
L’ultima fase del confronto ha visto le due squadre ricorrere massicciamente ai cambi: per i toscani sono entrati Pongračić, Balbo e Solomon; per gli ospiti Pedro, Isaksen e Ratkov. È stato proprio il subentrato Petar Ratkov, all’81′, a costruire l’ultima reale chance per il pareggio, ma il suo colpo di testa si è infranto contro l’ennesima chiusura toscana. Gli assalti della Lazio si sono tradotti sistematicamente in tiri dalla distanza arginati dall’attenta densità difensiva dei padroni di casa. I sette minuti di recupero concessi dal direttore di gara si sono consumati in un clima frammentato da continui falli tattici, che hanno portato alle ultime ammonizioni per Dodô, Roberto Piccoli e Pedro, cristallizzando un risultato che premia la maturità difensiva della Fiorentina e punisce l’imprecisione della Lazio sotto porta.
Il tabellino
FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Gosens (80′ Balbo), Ranieri, Rugani (71′ Pongracic), Dodò; Ndour, Mandragora, Fabbian; Fazzini (84′ Solomon), Piccoli, Harrison. All. Vanoli.
LAZIO (4-3-3): Motta; Lazzari, Romagnoli, Provstgaard, Nuno Tavares; Bašić (46′ Dele Bashiru), Patric, Taylor (79′ Ratkov); Cancellieri (67′ Isaksen), Boulaye Dia (67′ Pedro), Zaccagni (46′ Noslin). All. Sarri.
RETI: 28′ Gosens (F).
NOTE: Ammoniti: Rugani (F), Noslin (L), Dodò (F), Piccoli (F), Pedro (L).



