SAN GODENZO – Quella che per mesi era stata catalogata come una tragica fatalità durante un’escursione solitaria tra i boschi del Mugello, si è rivelata essere, secondo gli inquirenti, un agghiacciante omicidio premeditato. La Procura di Firenze ha ordinato il fermo di due persone per la morte di Franka Ludwig, la 52enne tedesca trovata priva di vita il 2 luglio scorso su un impervio sentiero di montagna nel comune di San Godenzo.
In manette sono finiti il compagno della vittima, un fiorentino di 53 anni, e una sua amica di 66. L’accusa è pesantissima: omicidio volontario in concorso, aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi.
Dietro il delitto si celerebbe un movente puramente economico, degno di un cupo romanzo noir. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, i due indagati avrebbero pianificato l’eliminazione della donna per entrare in possesso di un cospicuo patrimonio: circa un milione di euro derivante da polizze assicurative sulla vita che Franka Ludwig aveva recentemente intestato al compagno.
Le indagini, condotte con il supporto dei rilievi scientifici e delle analisi tossicologiche, hanno permesso di ricostruire una dinamica brutale. La vittima non sarebbe caduta accidentalmente, né sarebbe stata colta da un malore: i due complici l’avrebbero prima tramortita somministrandole segretamente uno psicofarmaco e, una volta resa inerme, l’avrebbero trascinata sul sentiero montano. Qui si sarebbe consumato l’atto finale: la donna sarebbe stata uccisa colpendola ripetutamente alla testa con un grosso masso, simulando poi le ferite tipiche di una caduta accidentale nel dirupo.
Il ritrovamento del corpo in piena estate aveva inizialmente fatto pensare a un incidente durante una camminata, ma fin da subito alcuni elementi non quadravano. La posizione del cadavere e la natura di alcune ferite avevano spinto i militari del nucleo investigativo ad approfondire la vita privata della donna. La scoperta delle polizze milionarie ha rappresentato la svolta decisiva: gli inquirenti hanno iniziato a scavare nei movimenti e nei tabulati telefonici del compagno e della complice, ricostruendo i contatti sospetti e i preparativi del delitto.
Il provvedimento di fermo è stato eseguito nelle ultime ore per evitare il pericolo di fuga dei due sospettati. I due indagati sono stati trasferiti in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida che dovrà confermare la custodia cautelare.



