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Cieli blindati, l’Europa lancia lo scudo anti-droni

L’era dei droni non porta con sé solo innovazione tecnologica e opportunità commerciali, ma anche sfide senza precedenti per la sicurezza nazionale e collettiva. Oggi, 11 febbraio 2026, la Commissione europea ha ufficialmente pubblicato il Piano d’Azione sulla Sicurezza dei Droni e dei Sistemi Anti-Drone, una strategia unitaria volta a proteggere i cittadini e le infrastrutture critiche dalle crescenti minacce poste da velivoli senza pilota utilizzati in guerra.

Una risposta comune alle minacce ibride

Negli ultimi anni, i Paesi membri dell’Ue hanno dovuto affrontare sfide sempre più frequenti e complesse: dai sorvoli ostili alle violazioni dello spazio aereo, fino alle interruzioni delle operazioni aeroportuali e ai rischi per la gestione dei confini esterni. Questi episodi rientrano nel quadro delle cosiddette “minacce ibride”, tattiche che sfruttano la tecnologia per creare instabilità senza necessariamente ricorrere a un conflitto aperto. La natura transfrontaliera di queste minacce ha reso indispensabile una risposta europea coordinata.

Le colonne portanti del Piano d’Azione

Il nuovo Piano d’Azione non si limita a reagire agli incidenti, ma punta a un approccio proattivo basato su quattro priorità chiave: migliorare la preparazione, potenziare le capacità di rilevamento, coordinare le risposte e rafforzare la prontezza difensiva complessiva dell’Unione.

Al centro di questa strategia si trovano due progetti “bandiera” definiti come Progetti Europei di Comune Interesse (Edpci):

European Drone Defence Initiative: un sistema tecnologicamente avanzato e multilivello che integra capacità di rilevamento, tracciamento e neutralizzazione interoperabili tra i vari Stati membri.

Eastern Flank Watch: un’iniziativa mirata a integrare la difesa aerea e anti-drone con i sistemi terrestri e marittimi, con un focus particolare sulla sicurezza nel Mar Baltico e nel Mar Nero e sulla gestione dei confini orientali dell’Europa.

Il Piano d’Azione punta con decisione sulla cooperazione industriale e sull’innovazione. In questo contesto, spicca il lancio della Drone Alliance con l’Ucraina, pensata per favorire lo sviluppo di tecnologie di difesa accessibili e accelerare la produzione di massa. L’iniziativa prevede non solo lo scambio di conoscenze tecnologiche, ma anche programmi di formazione per piloti, ingegneri e specialisti della manutenzione ucraini e dei Paesi membri.

Per trasformare queste ambizioni in realtà, l’Ue mobiliterà diversi strumenti finanziari, tra cui Horizon Europe, il Fondo Europeo per la Difesa, il Programma per l’Industria della Difesa (Edip) e i prestiti Safe (Security Action for Europe). Il prossimo passo vedrà la Commissione avviare discussioni con gli Stati membri per implementare le azioni proposte. Tra le raccomandazioni principali figura la nomina di Coordinatori Nazionali per la Sicurezza dei Droni, figure chiave che avranno il compito di supervisionare l’attuazione delle misure a livello locale, garantendo che lo “scudo” europeo sia solido e uniforme in ogni angolo dell’Unione.

Sicurezza

content.lab@adnkronos.com (Redazione)

© Riproduzione riservata

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