Il Parlamento europeo alza l’asticella. Con 370 voti favorevoli, 201 contrari e 84 astensioni, l’Aula di Strasburgo ha approvato oggi, 28 aprile, la propria posizione sul prossimo Quadro finanziario pluriennale (MFF 2028-2034), chiedendo un aumento dei fondi del 10% rispetto alla proposta della Commissione e arrivando a oltre 2mila miliardi di euro. In termini pratici, significa circa 200 miliardi di euro in più da destinare alle grandi priorità europee: agricoltura, coesione, competitività industriale.
Si prospettano così negoziati tesi con i governi nazionali, perché diversi Paesi – 11 su 27 (Austria, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Svezia, Ungheria)- hanno già espresso contrarietà a un aumento del bilancio comune.
L’Europarlamento vuole che il rimborso del debito sia gestito a parte
La proposta della Commissione, presentata nel luglio 2025, era già ambiziosa: 1800 miliardi di euro per sussidi agli agricoltori, sviluppo industriale e programmi di aiuto internazionale, oltre a circa 165 miliardi di euro per rimborsare il debito comune emesso per finanziare NextGenerationEU. Il Parlamento, invece, chiede che tale debito venga gestito separatamente, al di sopra dei massimali del MFF, per evitare che il rimborso dei prestiti riduca le risorse disponibili per programmi comuni e beneficiari finali. Nel concreto, l’Aula vuole aumentare il bilancio a 2mila miliardi di euro, escludendo i rimborsi del debito contratto per il Covid: duecento miliardi in più.
Per gli eurodeputati, infatti, il nuovo bilancio non può finanziare le nuove priorità europee tagliando quelle tradizionali. Insomma, difesa, sicurezza e competitività sono considerate esigenze ormai centrali, ma non devono andare a scapito della Politica agricola comune, della coesione territoriale, del Fondo sociale europeo, della pesca e degli strumenti destinati alle regioni. Il Parlamento chiede quindi fondi distinti e adeguati per questi capitoli, respingendo l’idea di accorpare tutto in “un unico piano per Stato membro” che vorrebbe la Commissione, e che secondo l’Aula rischierebbe di ridurre trasparenza, prevedibilità e controllo democratico.
“Non è possibile fare di più con meno”
“Riteniamo che non sia possibile fare di più con meno“, ha affermato Siegfried Mureșan, vicepresidente del Partito Popolare Europeo (Ppe) e co-relatore del provvedimento insieme a Carla Tavares dei Socialisti e Democratici. “Con il voto di oggi il Parlamento europeo definisce il livello di ambizione e le tempistiche del nuovo bilancio. Abbiamo adottato una posizione forte, che bilancia priorità nuove e tradizionali con un aumento moderato del 10%. Invitiamo il Consiglio europeo a fare un passo avanti, dare seguito alle nostre proposte e concordare un bilancio solido e tempestivo. Siamo pronti a impegnarci nei negoziati”, ha aggiunto.
“La politica agricola comune, i fondi di coesione, Horizon Europe, Erasmus+ non sono retaggi del passato, ma il fondamento della solidarietà europea e i motori del nostro futuro. L’ambizione senza risorse è vuota, per questo abbiamo adottato una posizione forte sul prossimo budget, bilanciando priorità nuove e tradizionali con un aumento moderato e introducendo nuove risorse proprie. Spetta ora al Consiglio europeo essere all’altezza di questa ambizione (…). Ci aspettiamo dei negoziati costruttivi”, ha dichiarato la correlatrice Tavares.
Terry Reintke, co-presidente dei Verdi, in sintonia con i popolari e i socialisti, ha chiarito che “se vogliamo rimborsare il debito di NextGenerationEU con un livello stabile del bilancio, senza tagliare programmi di successo come Life, Horizon, Erasmus, di cui abbiamo bisogno anche per la transizione, dobbiamo aumentare il volume del bilancio”.
Anche Manfred Weber, capogruppo e leader del Ppe, ha chiesto “un bilancio forte e solido per il futuro dell’Ue” e ha precisato: “Chi non è pronto a dare all’Ue le risorse necessarie e affrontare il tema delle ‘risorse proprie’ deve essere sincero e dirci che l’unica alternativa è tagliare”.
Nuove ‘risorse proprie’… ovvero tasse
E qui cade un secondo terreno di scontro all’orizzonte: le entrate. Per sostenere un bilancio più ampio e rimborsare il debito di NextGenerationEU senza comprimere i programmi, il Parlamento chiede nuove ‘risorse proprie‘, ovvero tasse, per circa 60 miliardi di euro l’anno. Oltre alle ipotesi già discusse dalla Commissione, gli eurodeputati propongono anche strumenti alternativi: un prelievo sui servizi digitali e sul gioco d’azzardo online, un’estensione del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (Cbam) o un prelievo sulle plusvalenze delle criptovalute.
Non tutti ovviamente sono d’accordo. “Ci opponiamo all’introduzione di nuove risorse proprie e a un ulteriore accentramento della gestione del bilancio”, ha dichiarato Nicola Procaccini, co-presidente dei Conservatori e Riformisti europei.
Valentina Palmisano (M5S/laSinistra), ha invece proposto di “partire da una tassa sugli extraprofitti delle compagnie energetiche“. Una richiesta, quest’ultima, avanzata la scorsa settimana da cinque capitali, compresa Roma, alla luce degli enormi entrate delle società petrolifere a causa della crisi dovuta alla guerra nel Golfo Persico, attualmente in fase di stallo.
Tra le altre ipotesi, lo scorso fine settimana il presidente francese Emmanuel Macron ha detto che il debito risalente all’epoca Covid dovrebbe essere rinnovato e il blocco dovrebbe emettere nuove obbligazioni, Ma per la Germania è netto ‘nein’. Da parte sua, infine, il commissario per il bilancio, Piotr Serafin, ha ribadito “l’urgenza di raggiungere un accordo nel 2026”.
Ora tocca al Consiglio
Ora che il Parlamento ha definito la propria posizione per il bilancio 2028-2034, e dopo che il Consiglio avrà deciso la propria, potranno partire i negoziati, che come visto non saranno semplicissimi. Anche perché il regolamento sul quadro finanziario pluriennale richiede l’approvazione dell’Aula di Strasburgo, dunque le capitali dovranno tenere conto delle sue richieste.
Le priorità per il 2027
Intanto, in parallelo, il Parlamento oggi ha approvato anche le proprie priorità per il bilancio annuale 2027, ultimo esercizio dell’attuale quadro finanziario. L’Aula ha indicato come priorità coesione sociale, competitività e sicurezza, con attenzione a difesa, infrastrutture critiche, edilizia abitativa, sanità, Pmi, ricerca, transizione climatica (ribadito l’impegno dell’Ue a raggiungere la neutralità climatica entro il 2050), agricoltura, gestione delle frontiere e sostegno all’Ucraina. Il testo chiede un bilancio prevedibile, solido, orientato agli investimenti e incentrato sul cittadino. La relazione è stata approvata con 389 voti favorevoli, 191 contrari e 75 astensioni.
“Gli orientamenti di bilancio per il 2027 dimostrano che il Parlamento europeo può unirsi attorno alle priorità dei cittadini. Ci siamo concentrati sulla resilienza, la coesione sociale, la competitività e la tutela dei principali programmi dell’Unione. Una priorità fondamentale è il rafforzamento delle nostre regioni di confine orientali, che affrontano crescenti pressioni in materia di sicurezza ed economia. La solidarietà deve essere territoriale, garantendo che queste comunità ricevano il sostegno di cui hanno bisogno”, ha commentato Nils Ušakovs, relatore generale del provvedimento.
Le linee guida di bilancio 2027 decise dal Parlamento dovrebbero confluire nella proposta che la Commissione presenterà a giugno, e saranno la base per i negoziare con il Consiglio e con la Commissione stessa. Il bilancio dovrà poi essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento, entro la fine dell’anno.
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Casa Europa
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