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Biomedicale, l’eccellenza di Mirandola dove si formano i tecnici del futuro: 97% lavora già durante gli studi

(Adnkronos) – Nel cuore dell’Emilia-Romagna, c’è uno dei distretti industriali più avanzati d’Europa: Mirandola, primo distretto biomedicale europeo e terzo al mondo. Un ecosistema che non produce solo innovazione e dispositivi medici esportati in tutto il mondo, ma anche competenze altamente specializzate sempre più strategiche per il futuro della sanità e dell’industria hi-tech italiana. Qui il tema centrale oggi non è soltanto la crescita industriale, ma la capacità di formare tecnici e professionisti in grado di accompagnare la trasformazione del settore: automazione, robotica, telemedicina, data analysis, cybersecurity e produzione avanzata di dispositivi medici. Così nasce l’esperienza dell’Its Academy Biomedicale ‘Mario Veronesi’, scuola di alta specializzazione tecnologica creata direttamente dall’ecosistema del distretto insieme ad aziende, Università di Modena e Reggio Emilia, centri di ricerca, Tecnopolo e istituzioni locali. 

I numeri raccontano un modello quasi unico in Italia: il 97% degli studenti trova lavoro già mentre frequenta i corsi; il tasso di occupazione a fine percorso supera il 95%; 800 delle 2.000 ore formative si svolgono direttamente nelle aziende del distretto; gli studenti lavorano su casi reali con professionisti del settore e laboratori avanzati. L’Its forma ogni due anni oltre 120 super-tecnici specializzati in: automazione e Industria 4.0; healthcare digitale e telemedicina; data analysis; cybersecurity biomedicale; produzione avanzata di dispositivi medici. 

Grazie ai fondi del Pnrr, l’Academy ha ricevuto circa 6 milioni di euro per ampliare corsi e laboratori, con l’obiettivo di raddoppiare gli studenti formati e rafforzare le competenze tecnologiche del settore biomedicale italiano. Per il biennio 2024-2026 sono stati attivati quattro corsi – tre a Mirandola e uno a Bologna – con un target di 160 studenti. Gli investimenti hanno permesso, inoltre, la realizzazione di nuovi laboratori hi-tech dedicati a robotica, realtà aumentata, 3D bioprinting e telemedicina. Tra questi anche l’Abb Robotics Education Lab, uno dei poli più avanzati per la formazione applicata all’automazione industriale. 

Il caso Mirandola rappresenta oggi un modello di integrazione tra impresa, formazione e innovazione tecnologica, in un settore, quello dei dispositivi medici, considerato strategico per il Paese. Secondo i dati del Centro studi di Confindustria Dispositivi Medici, gli occupati nel settore sono 130mila in Italia (in Europa sono 790mila), vale a dire il 16,5% del totale. Il 42% è rappresentato da donne e inoltre il 45,6% è laureato e il 38,8% diplomato. Il 68% degli impiegati del settore in Italia si trova in 3 regioni. In Emilia Romagna in particolare è impiegato il 13% degli occupati totali del settore: 14.595 di cui 8.092 (55%) uomini e 6.503 (45%) donne; oltre la metà degli addetti (51,7%) possiede un titolo di studio universitario o post-universitario. 

“La competitività globale per le imprese del nostro settore si gioca sulle tecnologie e sulla capacità di portare sul mercato innovazione. Nuovi materiali, intelligenza artificiale, robotica, ausili di ultima generazione e test predittivi sono solo alcuni degli ambiti in cui la partita si gioca sulla capacità di innovare. Proprio per questo il fattore competenze rappresenta uno snodo centrale: attrarre talenti e avere la capacità di trattenerli è una leva strategica di primaria importanza”, afferma, con Adnkronos/Labitalia, il presidente di Confindustria Dispositivi Medici, Fabio Faltoni. “Il comprato dei dispositivi medici – spiega – ha sempre più bisogno di ingegneri, data scientist, tecnici specializzati, professionisti capaci di lavorare tra digitale, medicina e produzione avanzata. Ha un enorme bisogno di reskilling per accompagnare lo sviluppo delle tecnologie e l’innovazione delle filiere, ha bisogno di rafforzare il dialogo tra scuola, università e impresa, per evitare che le competenze migliori vadano all’estero. Dobbiamo creare percorsi formativi capaci di anticipare i bisogni futuri del settore. Il territorio di Mirandola – sottolinea – rappresenta un esempio di eccellenza assoluta per tutto questo: il know-how e la formazione di nuove generazioni di talenti e ricercatori in ambito biomedico sono un punto di forza grazie all’Its e al Tecnopolo”. 

Confindustria Dispositivi Medici, in collaborazione con Confindustria Emilia-Romagna e Confindustria Emilia Area Centro, torna in Emilia-Romagna, proprio a Mirandola, con un evento dedicato al futuro del distretto biomedicale nel giorno dell’anniversario del terremoto che ha colpito il territorio nel 2012. L’appuntamento, in programma per il 20 maggio dalle ore 10.00 alle 13.00, presso l’Auditorium ‘Rita Levi Montalcini’, organizzato anche con il patrocinio del Comune di Mirandola e in collaborazione con EY e Biomedical Valley come network partner, rappresenta un momento di continuità con il percorso avviato un anno fa in questo territorio nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni di Confindustria Dispositivi Medici, mentre per Confindustria Emilia-Romagna sarà il momento conclusivo della presidenza di Annalisa Sassi, giunta al termine del mandato. Riunendo imprese, istituzioni e stakeholder nel principale polo biomedicale a livello europeo, l’evento vuole rafforzare il dialogo tra tutti gli attori dell’ecosistema: un contesto in cui imprese, istituzioni, università e centri di ricerca collaborano in modo integrato, generando innovazione, sviluppo industriale e competenze di eccellenza. 

 

 

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