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Gb, epidemia di meningite nel Kent: saliti a 27 i casi fra confermati e sospetti con 2 morti

(Adnkronos) –
Sale a 27 il numero totale di casi segnalati – 15 confermati in laboratorio e 12 sotto indagine – in relazione al focolaio di meningite nel Kent, Inghilterra, zona a Sud-est di Londra. E’ quanto riporta l’ultimo aggiornamento dell’Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria (Ukhsa) che fa riferimento ai dati disponibili al 18 marzo. L’agenzia continua a indagare sull’epidemia che ha fatto registrare anche 2 morti, una studentessa 18enne dell’ultimo anno delle superiori e uno studente 21enne dell’università del Kent. Agli allievi dell’ateneo e a chiunque abbia frequentato tra il 5 e il 7 marzo il locale di Canterbury ‘Club Chemistry’ (ipotizzato come possibile epicentro del contagio) continua a essere somministrata la terapia antibiotica preventiva, spiega l’Ukhsa. Lo stesso si sta facendo con i contatti stretti di persone con diagnosi confermata o sospetta di meningite meningococcica.  

Attualmente, spiega l’agenzia, sono stati confermati casi tra gli studenti di 4 scuole nel Kent, nonché tra gli studenti di un istituto di istruzione superiore di Londra, il cui collegamento con il focolaio è confermato. E anche un’altra università della città, la Canterbury Christ Church University, ha riferito di avere un caso di meningite, uno studente che si trovava nel locale. E’ stato anche introdotto un programma di vaccinazione mirato contro il meningococco B (confermato in un primo gruppo di casi) per una protezione a lungo termine. La vaccinazione è già iniziata per gli studenti e il personale che vivono o lavorano nelle residenze del campus di Canterbury dell’università del Kent, per un totale di circa 5mila studenti, e verrà ampliata secondo necessità, assicura l’Ukhsa, man mano che si valuteranno eventuali rischi per altri gruppi di popolazione. Finora, riporta il ‘Guardian’, sono state somministrate 600 dosi di vaccino contro la meningite B nel campus e sono state distribuite agli studenti oltre 6.500 dosi precauzionali di antibiotici. 

L’epidemia ha colpito gli esperti per la dinamica che ha consentito di raggiungere dimensioni così ampie, per quello che è stato definito il focolaio a più rapida crescita mai visto. “Ciò che è particolarmente inaspettato in questo caso è l’elevato numero di casi, tutti originati da quello che sembra essere un singolo evento – ha osservato a ‘Bbc Breakfast’ Robin May, responsabile scientifico dell’Ukhsa – Ci sono due possibili ragioni per questo. Una possibilità è che dipenda dai comportamenti individuali. L’altra è che i batteri stessi si siano evoluti per essere più efficaci nella trasmissione”. Due dosi del vaccino contro la meningite B, spiega in una dichiarazione Trish Mannes, vicedirettrice regionale dell’Ukhsa per il sud-est dell’Inghilterra, “contribuiscono a proteggere le persone dalla malattia meningococcica di tipo B. E’ importante sapere che questo vaccino non protegge da tutti i ceppi di meningococco, né da tutte le infezioni che possono causare la meningite. Inoltre, non impedisce la trasmissione e la diffusione del batterio nella comunità. E’ quindi di fondamentale importanza che le persone siano consapevoli dei segni e dei sintomi della malattia meningococcica invasiva e che si rivolgano immediatamente a un medico se loro stesse o qualcuno che conoscono sviluppa questi segni e sintomi”. 

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webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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