“Nei Paesi in cui la diagnostica basata sui biomarcatori è ancora limitata, credo che il primo passo concreto da compiere per sviluppare le capacità necessarie a garantire un accesso tempestivo ed equo alle terapie modificanti il decorso della malattia dovrebbe essere quello di istituire un gruppo di lavoro dedicato presso il Ministero della Salute, in grado ovviamente di individuare soluzioni per garantire un potenziale accesso a questi nuovi biomarcatori. Il passo successivo consiste fondamentalmente nell’istituire un laboratorio nazionale e uno standard nazionale per la corretta selezione del biomarcatore più adeguato, dei valori soglia ottimali e del fornitore più idoneo. Successivamente, andrebbe istituito un sistema in grado di distinguere la diagnosi differenziale del declino cognitivo a più livelli. Penso che siamo già tutti in prima linea e ritengo che questi siano i primi passi che dobbiamo affrontare per portare l’innovazione sull’Alzheimer ai pazienti”. È il pensiero di András Horváth, responsabile del dipartimento di Ricerca e Innovazione, Gyula Nyiro Hospital di Budapest, espresso nel corso dell’evento internazionale ‘MindShift – A cross-country mission to reshape Alzheimer’s Care’ che si è svolto a Roma.
Alzheimer, esperto Horvarth: “Gruppo di lavoro e standard nazionale per accesso a biomarcatori”
© Riproduzione riservata



