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A Livorno nuove frontiere in ortopedia grazie al trattamento con Prp

MiLIVORNO – “Il PRP (Plasma Ricco di Piastrine) è una terapia rigenerativa che sfrutta l’effetto dei fattori di crescita di derivazione piastrinica sui tessuti. Le piastrine sono le cellule presenti nel nostro sangue che liberano sostanze (appunto i fattori di crescita) che sono in grado di riparare i tessuti del corpo umano come la pelle, le ossa, i tendini, quando vengono danneggiati”.

Intervista a Marco Vaglini, medico ortopedico del centro medico INLAB di Livorno.

Marco Vaglini ha conseguito la laurea con 103/110 nel novembre 2003 (anno accademico 2002-2003). Durante gli studi universitari ha frequentato l’ U.O. di Chirurgia della Mano e Chirurgia funzionale dell’arto superiore dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Pisa. Qui ha svolto studi e ricerche, che hanno permesso di elaborare la tesi di laurea “La postura della mano in condizioni di microgravità: una prospettiva nella riabilitazione chirurgica del paziente tetraplegico”. Lo studio fa parte del progetto CHIRO (Crew Health In Reduced Operability), che ha l’obiettivo di valutare il controllo motorio dell’arto superiore a terra e in condizione di microgravità. Il progetto è sviluppato insieme alla ditta Kaiser nell’ambito delle ricerche svolte dall’ASI (Agenzia Spaziale Italiana). I dati riportati nella tesi di laurea sono stati oggetto di indagini ed esperimenti compiuti sulle prese di forza.

Nell’anno accademico 2009-2010, Vaglini si è specializzato in Ortopedia e Traumatologia dell’Università di Pisa, con 110/110 e lode.

Il trattamento con PRP è sempre più utilizzato nel campo della medicina rigenerativa visti gli ottimi effetti curativi.

Spiega Marco Vaglini: “Il risultato è quello di accelerare, in pratica, il naturale processo di guarigione e favorire la rigenerazione tissutale. Le malattie e i disturbi muscolo-scheletrici (principalmente artrosi e patologie correlate, tendiniti, affezioni dei muscoli e legamenti) sono condizioni molto diffuse e hanno pesanti ripercussioni sulla vita sociale dell’individuo, sono una delle principali cause di assenza dal lavoro. In alcuni casi, con tempistiche e modalità differenti possono portare a una condizione di disabilità e inabilità al lavoro. Tra le malattie degenerative articolari, l’artrosi è di gran lunga l’affezione di più frequente riscontro fra i pazienti anziani. Studi clinici effettuati fino ad oggi, di tipo comparativo rispetto al placebo e alla Visco–supplementazione con acido ialuronico (HA), hanno dimostrato la sicurezza del PRP e l’efficacia sull’uomo nella riduzione della sintomatologia artrosica. La terapia intra-articolare con PRP nell’artrosi, è praticata con lo scopo di stimolare la guarigione della superficie lesa dell’articolazione e non semplicemente di ripristinare la visco-elasticità del liquido sinoviale. Lo stesso vale per le lesioni muscolo-tendinee. Il trattamento con PRP, infatti, oltre a determinare nel tempo un efficace miglioramento della sintomatologia dolorosa e una rapida ripresa della funzionalità, accelera nello stesso tempo l’evoluzione favorevole del processo riparativo».

Il dottor Vaglini esegue questo trattamento nel centro medico INLAB, il primo centro ad essere accreditato ed autorizzato dalla Regione Toscana, convenzionato con l’unità operativa trasfusionale dell’azienda USL 6 di Livorno. “Infatti, se fino a poco tempo fa questa innovativa tecnologia era riservata esclusivamente all’ambito ospedaliero, adesso invece è realizzabile anche in strutture sanitarie esterne come il centro medico INLAB, previa specifica convenzione autorizzativa con l’unità sanitaria locale”.

In che cosa consiste il trattamento con PRP?
“Il paziente candidato al trattamento con PRP viene sottoposto ad un prelievo di sangue, il quale viene successivamente inserito all’interno di un dispositivo e centrifugato. Il lettore ottico separa le piastrine dalle altre componenti del sangue ottenendo un concentrato piastrinico ricco di fattori di crescita. Questo concentrato viene iniettato nel distretto patologico (ginocchio, spalla, caviglia, anca, tendine, muscolo o legamento) all’interno del quale vengono rilasciati i fattori di crescita. Questi ultimi sono in grado di stimolare in maniera del tutto naturale e selettiva la rigenerazione e la guarigione del tessuto lesionato richiamando le cellule staminali mesenchimali adulte”.

Come agisce il PRP?
“Il meccanismo di azione del PRP è dovuto ad un lento e continuo rilascio dei fattori di crescita presenti in abbondanza nei granuli piastrinici.
I fattori di crescita sono proteine che hanno un ruolo chiave nei complessi processi di riparazione e rigenerazione tissutale stimolando l’angiogenesi, la chemiotassi dei macrofagi, la proliferazione e la migrazione dei fibroblasti, la sintesi del collagene e la mitosi delle cellule staminali presenti nei tessuti”.

Per quali disturbi è consigliato?
“Il PRP è indicato nel trattamento di più patologie ed applicabile a diverse articolazioni: dai problemi tendinei ai primi stadi infiammatori di lesioni cartilaginee, fino ad arrivare a trattare l’artrosi articolare in fase iniziale. Per quanto riguarda i legamenti, per esempio del ginocchio, il trattamento è in fase sperimentale. Quel che è certo è che non provoca conseguenze dannose sul paziente”.

È un trattamento sicuro?
“Stiamo parlando di un concentrato piastrinico di sangue autologo, ovvero del paziente stesso. Tale procedura non presenta alcun rischio, naturalmente se il sistema di centrifugazione e separazione cellulare garantisce la sterilità richiesta dagli standard internazionali”.

Ci sono controindicazioni alle infiltrazioni di plasma?
“Assolutamente no. Anzi il trattamento è indicato per coloro che, per ragioni cliniche, non possono sottoporsi a interventi protesici”.

Come ci si prepara al trattamento con PRP?
“Innanzitutto è necessaria una valutazione specialistica ortopedica per accertare l’idoneità e l’indicazione al trattamento; inoltre dovrà essere effettuato un esame del sangue per valutare alcuni parametri ematici”.

Come ci si deve comportare dopo l’infiltrazione con PRP? È dolorosa?
“Viene consigliato al paziente di mantenere un moderato risparmio dell’articolazione o del tendine interessato per una durata di 24/48 ore. È prevedibile avvertire un po’ di dolore nel sito di inoculazione nei giorni successivi che può essere attenuato con la semplice applicazione di ghiaccio a cicli.
L’infiltrazione in sé non è una procedura dolorosa, il paziente, non necessita di essere accompagnato e già dopo pochi minuti dal trattamento è in grado di deambulare autonomamente”.

Qual è l’obiettivo del trattamento con PRP?
“L’obiettivo delle infiltrazioni con PRP è quello di ridurre o eliminare il dolore e le manifestazioni infiammatorie ad esso connesse, prevenire e recuperare la limitazione funzionale, accelerare l’evoluzione dei processi riparativi e ridurre o eliminare la necessità di terapie più invasive”.

© Riproduzione riservata

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